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Giornata mondiale senza tabacco

Sanihelp.it – Il 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco.


Fondazione AIRC ha scelto di sensibilizzare l’opinione pubblica e i ragazzi in generale sull’importanza della prevenzione e di dire basta a tabacco e nicotina, attraverso quattro campioni dello sport e dello spettacolo.

Questi personaggi hanno scelto di mettere a disposizione la propria esperienza e raccontare perché hanno scelto di non fumare, smontando alcuni falsi miti legati al fumo.

Si sono impegnati per AIRC Gianmarco Tamberi, campione mondiale di salto in alto, che già lo scorso anno era sceso in campo al fianco dei ricercatori per sensibilizzare i più giovani sui rischi del fumo.

Gimbo quest’anno rilancia il suo impegno rivolgendosi in modo specifico agli adolescenti e alle adolescenti per metterli in guardia dai danni della sigaretta.

Gaudiano, vincitore del Festival di Sanremo 2021 nella sezione Nuove Proposte, ha perso il padre per un tumore e ha scelto di impegnarsi in prima persona per dissuadere i ragazzi dall’utilizzo di sigarette elettroniche e a riscaldamento di tabacco, spesso usate nella falsa convinzione che siano innocue

Mara Navarria, campionessa del mondo di spada, ha accettato con slancio l’invito a far parte di questo poker di campioni.


Nella sua Pillola di Salute ricorda i principali fattori di rischio che possono stimolare lo sviluppo del cancro e invita tutti noi ad adottare comportamenti salutari per mantenerci in forma.

A completare il team Margherita Granbassi, campionessa olimpionica di fioretto e da moltissimi anni Ambasciatrice AIRC.

A lei il compito di fornire tre consigli sul perché sia fondamentale non fumare o comunque smettere.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il fumo di sigaretta è la più importante causa di morte evitabile nella nostra società.

Si calcola che ogni anno in tutto il mondo il fumo uccida circa sei milioni di persone per consumo diretto e un milione per esposizione passiva, un numero di vittime maggiore di quelle provocate da alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme.

L’abitudine al fumo tra i più giovani è particolarmente preoccupante. In Italia, già fra i 13 e i 15 anni un ragazzo su cinque fuma quotidianamente sigarette tradizionali e il 18% utilizza sigarette elettroniche. Il consumo inizia generalmente durante l’adolescenza e spesso anche prima.

Nel 2018 quasi 100 mila ragazzi hanno provato a fumare entro i 12 anni.

Il fumo causa circa l’85-90% dei casi di tumore del polmone, oltre ad aumentare il rischio di sviluppare tumori del cavo orale e della gola, del pancreas, del colon, della vescica, del rene, dell'esofago, del seno, soprattutto tra le donne più giovani, e alcune leucemie.

In Italia il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte per cancro negli uomini e la seconda nelle donne.

Nel 2020 sono state stimate circa 40.800 nuove diagnosi e la sopravvivenza a 5 anni è pari al 16,7 per cento, condizionata negativamente dalla grande proporzione di pazienti diagnosticati in stadio avanzato.

Solo nel 2021 Fondazione AIRC ha investito oltre 6,9 milioni di euro per sostenere 69 progetti di ricerca e borse di studio contro il tumore del polmone, per lo studio di nuovi strumenti di diagnosi precoce, l’individuazione delle caratteristiche molecolari dei vari tipi di cancro e la sperimentazione di terapie mirate.

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