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Mio fratello, mia sorella

Sanihelp.it – Tornare a vivere sotto lo stesso tetto dopo 20 anni: è quello che succede a Tesla (Claudia Pandolfi) e Nik (Alessandro Preziosi), due fratelli  che si erano persi di vista da almeno 20 anni.


L’occasione per incontrarsi di nuovo, arriva con la morte del padre.

A causa di una clausola di successione Nick e Tesla devono vivere per un anno sotto lo stesso tetto.

Con loro si troveranno a vivere anche i figli di Tesla, Sebastiano violoncellista affetto da schizofrenia e Carolina, con la quale Tesla ha un rapporto estremamente conflittuale.

Alla realizzazione di questa serie Tv in oda su netflix, ha collaborato attivamente la Società Italiana di Psichiatria che ha reso la consulenza scientifica per la sceneggiatura e il training degli attori. Non mancano scene dove i protagonisti parlano di trattamenti farmacologici e di interventi psicoterapeutici che per la buona riuscita necessitano di una forte collaborazione dei familiari.

Questa serie è un modo per parlare di schizofrenia senza tabù e anche per sottolineare quanto sia difficile la quotidianità dei caregiver.

«In questo film la persona con psicosi schizofrenica viene mostrata nella sua interezza, senza pregiudizi e dietrologie, e con la consapevolezza che questo disturbo oggi può avere una prognosi migliore rispetto al passato, grazie ai progressi della ricerca che garantiscono un miglioramento sostanziale della qualità di vita dei pazienti – spiega Massimo di Giannantonio, presidente SIP – Il lavoro fatto dal regista e dagli attori sotto la supervisione della Società Italiana di Psichiatria contribuisce a far comprendere al grande pubblico la complessità e la sofferenza di questo grave disturbo».


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