Sanihelp.it – «Spesso i pazienti affetti da mieloma multiplo, per le caratteristiche della patologia, tendono a vivere in maniera limitante l’attività fisica o sportiva» dichiara Giuseppe Toro, Vicepresidente Nazionale AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma.
Uno studio pubblicato sul British Medical Journal Supportive and Palliative Care è andato ad analizzare proprio l’impatto dell’attività fisica su 112 pazienti con una diagnosi di mieloma multiplo ricevuta tra il 1999 e il 2009.
«Dallo studio è emerso che coloro che si dedicavano regolarmente a un’attività motoria mostravano un migliore stato di salute generale e avvertivano una minore sensazione di stanchezza rispetto alle persone sedentarie. Inoltre, i pazienti più attivi rispondevano meglio ai trattamenti rischiando meno effetti collaterali» ha spiegato la dottoressa Maria Teresa Petrucci, Dirigente medico presso l’Ematologia dell’Azienda Policlinico Umberto I di Roma e membro del comitato scientifico di Fondazione GIMEMA.
Ecco perché Sanofi, in partnership con la Federazione Italiana Golf e AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, dedicato a persone affette da mieloma multiplo ha ideato l’evento educativo In Buca contro il Mieloma, con l’obiettivo di porre l’attenzione su questa patologia e offrire un supporto al benessere psicofisico dei pazienti.
Il Mieloma Multiplo (MM) è un tumore che origina da un particolare tipo di cellule del midollo osseo chiamate plasmacellule.
Le plasmacellule fanno parte del sistema immunitario e derivano dai linfociti B: il loro compito, di norma, è produrre anticorpi che servono a contrastare le infezioni.
ll Mieloma Multiplo è il secondo tumore del sangue più diffuso al mondo e colpisce prevalentemente gli anziani (l’età media alla diagnosi è di 69 anni), e più gli uomini delle donne.
Si stima che in Europa ci siano circa 39mila nuove diagnosi di mieloma multiplo ogni anno.
La tendenza è all’aumento: le previsioni dicono che si passerà dai 35mila nuovi casi all’anno del 2015 a 43mila nuovi casi all’anno entro il 2030.
Dal momento che le cause della malattia non sono conosciute, non sono stati identificati particolari fattori di rischio e non è possibile prevenirla.
Non sempre il Mieloma Multiplo è sintomatico.
Spesso nei primi stadi la malattia non si manifesta, oppure si presenta con sintomi aspecifici come stanchezza e mal di schiena.
Segnali che possono sollevare un sospetto di diagnosi di mieloma multiplo sono dolore alle ossa persistente o ricorrente (in particolare alla schiena, alle anche e alle costole) e fragilità ossea.
Grazie al progetto in buca contro il mieloma, in trenta, tra persone con mieloma multiplo e loro caregiver, armati di palline, sacche e mazze da golf e guidati da Matteo Delpodio, Direttore Tecnico delle Nazionali della Federazione Italiana Golf, hanno vissuto una giornata da golfisti.
I partecipanti, individuati grazie alla collaborazione di AIL Roma, hanno potuto conoscere e approfondire le tecniche del golf cimentandosi in tre diversi aspetti della pratica: gioco corto, gioco lungo e putting green vivendo un’esperienza unica sul campo che ospiterà la Ryder Cup 2023, lontano dai luoghi di cura e in un contesto di assoluta reciprocità.
«Abbiamo accolto con grande entusiasmo la proposta di partecipare all’evento- ha dichiarato Luisa Clausi Schettini, Direttore AIL Roma – Al centro dell’attività e dell’impegno di AIL Roma c’è il paziente e le sue esigenze. Con la nostra attività, grazie alle donazioni di sostenitori e aziende, cerchiamo di offrire risposte concrete mettendo a loro disposizione servizi di assistenza con l’obiettivo di sostenerlo nel complesso e, spesso, lungo percorso della malattia e di migliorarne la qualità di vita. Negli ultimi anni abbiamo seguito le indicazioni dell’AIL Nazionale nell’intraprendere un percorso di sensibilizzazione dei pazienti ematologici sul valore dell’attività fisica, quale componente importante nel percorso delle cure».
«La FIG, attraverso il Progetto Ryder Cup 2023, ha tra i suoi obiettivi prioritari l’inclusione sociale – ha commentato Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2023 della Federazione Italiana Golf. – L’organizzazione dell’Open d’Italia Disabili (giunto alla 21esima edizione), del Mondiale per golfisti non vedenti (ospitato in Italia nel 2018) e lo sviluppo di Golf4Autism – iniziativa che promuove lezioni personalizzate per bambini con spettro autistico – confermano l’impegno della FIG in direzione di uno sport che abbatte ogni barriera. In buca contro il mieloma è l’occasione per rilanciare un messaggio della forza inclusiva del green che può contribuire al benessere psico-fisico dei pazienti».