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L’iperattività nuoce alla guida

Sanihelp.it – Più che donna al volante pericolo costante, sembra che un reale pericolo per gli incidenti stradali sia rappresentato dai ragazzi affetti da deficit dell’attenzione/iperattività (ADHD): a sostenerlo uno studio condotto presso l’Università della Pennsylvania e pubblicato sulla rivista Nursing Research.


Gli autori dello studio sono partiti dal presupposto che solo nel 2015, nel 19% degli incidenti stradali mortali i conducenti avevano un’età compresa fra i 18 e i 24 anni, mentre avevano un’età diversa solo il 9% dei conducenti. 

Nello studio in questione i ricercatori hanno selezionato 60 neopatentati, di età compresa fra i 16 e i 17 anni, in possesso della patente da meno di 90 giorni: tutti si sono impegnati a guidare utilizzando un simulatore.

I ricercatori, in questo modo, hanno scoperto che gli adolescenti con sintomi di iperattività sono quelli che si comportano più pericolosamente sulla strada: tendono cioè a non indossare la cintura di sicurezza, a superare il limite di velocità,  a guidare rischiosamente di notte; al contrario gli adolescenti con sintomi depressivi, in media, tendono a guidare assumendo maggiori cautele.

L’iperattività, purtroppo, può determinare problemi nel mantenimento dell’autocontrollo e a percepire male il rischio. 

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