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Frattura tibia: guarigione ostacolata dal fumo

Sanihelp.it – Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Ortopaedic Trauma e condotto presso l’Università di Lehigh negli Stati Uniti, una buona guarigione di una frattura della tibia non può prescindere dall’abbandono del vizio del fumo.


Gli autori dello studio sono arrivati a queste conclusioni dopo aver analizzato i dati relativi a 1003 pazienti che si sono fratturati la tibia, nel corso di un ventennio.

è bene premettere che di solito, in caso di frattura della tibia si interviene attraverso l’innesto, per via chirurgica di un chiodo ovvero una sottile asta metallica, nello spazio cavo dell’osso.

Dall’analisi dei dati è emerso che in 12 casi vi è stata una non-guarigione o cessazione della guarigione, a causa di complicanze nella rimarginazione della ferita, con importanti ripercussioni di salute.  

I pazienti nei quali è stata osservata l’impossibilità nella guarigione della ferita hanno denunciato dolore grave che ha necessitato del ricorso sul lungo periodo a terapia farmacologica con oppiacei e depressione.

Ben il 60% di questi pazienti non è stato in grado di tornare al lavoro.

Il non consolidamento della frattura si è rivelato più probabile per le giovani donne, di età compresa fra i 30 e i 49 anni, se fumatrici.


Il fumo, nello specifico, non impedisce la saldatura della frattura, ma la ritarda notevolmente, allungando di conseguenza, i tempi di guarigione. 

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