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Aprile mese della rosacea

Sanihelp.it – Aprile è il mese internazionale della rosacea, malattia cronica della pelle che può suscitare imbarazzo a causa delle manifestazioni cliniche visibili sul volto.


Colpisce circa 415 milioni di persone in tutto il mondo e oltre 3 milioni di persone in Italia, ovvero circa il 7-8% della popolazione adulta.

La rosacea, come ogni malattia cronica, necessita di controlli periodici, i quali però nell’ultimo anno, a causa del Covid-19, hanno subito forti rallentamenti.

Secondo un’indagine condotta in Canada e Germania da Galderma, da inizio pandemia solo il 33% delle persone con rosacea si è recata dal proprio medico o dermatologo e solo l'8% ha ricevuto un video-consulto.

Anche in Italia, purtroppo, l’epidemia da Covid-19 ha sommerso tutta la sanità.

La rosacea è una condizione visibile, spesso caratterizzata da sintomi quali arrossamento transitorio o persistente e/o manifestazioni infiammatorie quali papule e/o pustole. Questi sintomi se trascurati, possono aggravarsi diventando persistenti.

Per questo motivo è stata creata una guida personalizzata per la visita con il dermatologo che i pazienti possono compilare e scaricare sul sito www.facciaafacciaconlarosacea.it realizzato da Galderma.


Il sito Web guida gli utenti con una serie di domande relative ai propri segni e sintomi, all’impatto emotivo della rosacea e ai trattamenti utilizzati.

Una volta completato il questionario viene generata una guida per la visita dermatologica personalizzata in grado di facilitare un dialogo aperto medico-paziente.

Le mascherine possono peggiorare la rosacea?

A questa domanda ha cercato di rispondere uno studio multicentrico italiano, pubblicato su Dermatologic Therapy Journal.

Nel lavoro di ricerca è stato analizzato l’impatto dell’uso della mascherina, indossata per almeno 6 ore al giorno, sui pazienti con rosacea e acne non in trattamento.

In entrambi i casi, è stato rilevato che l'uso prolungato del dispositivo ha peggiorato i sintomi della malattia, influenzando in modo significativo sulla qualità di vita dei pazienti.

Per la rosacea,in particolare, è stato riscontrato dopo 6 settimane un peggioramento della malattia, rilevato sia dal clinico sia dall’autovalutazione del paziente, con una diminuzione statisticamente significativa nella qualità di vita.

«Questo studio ha evidenziato come la mascherina mantenuta aderente sul viso per tutta la giornata, protettiva per il SARS-CoV-2, è però dannosa per le dermatosi infiammatorie del viso, come la rosacea» ha commentato Giovanni Damiani, Assegnista di Ricerca presso l'Università degli Studi di Milano e Direttore dello Young Dermatologists Italian Network (YDIN).

«Lo studio ha seguito 36 pazienti con rosacea durante il primo lockdown ed ha monitorato l'andamento della patologia valutandoli al tempo 0 e dopo 6 settimane. I risultati sono stati inaspettati in quanto la mascherina andava a peggiorare la gravità della rosacea aumentando il numero di pustole e l'intensità dell'eritema. In altre parole, la mascherina amplificava l'infiammazione della pelle dei pazienti esaminati. Risulta, perciò, cruciale consultare il proprio specialista anche in pandemia per un monitoraggio stretto della rosacea, sia questo in persona o in teledermatologia».

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