Sanihelp.it – Perché dedicare una giornata, quella del 21 febbraio, all’alfabeto Braille?
Perché è una risorsa da rafforzare soprattutto in un momento durante il quale prevale la didattica a distanza e quindi vanno sostenute con ancor più impegno le famiglie con disabili visivi.
L’alfabeto Braille, ha cambiato completamente il modo di vivere di milioni di persone con disabilità visiva.
Ancora oggi è uno strumento indispensabile e insuperato con cui i non vedenti possono scrivere, leggere e comunicare, e quindi l’alfabeto Braille rappresenta uno strumento imprescindibile per la loro integrazione nel tessuto sociale, scolastico, lavorativo e culturale di qualsiasi comunità.
Il Braille è basato su 6 punti in rilievo che possono combinarsi per rappresentare lettere dell’alfabeto, numeri, segni di interpunzione, simboli matematici, informatici, musicali e chimici e venne inventato nel 1829 da Louis Braille.
L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), l’organizzazione nazionale che rappresenta le istanze di circa 2 milioni di cittadini ciechi assoluti e ipovedenti, ha inteso valorizzare l’importanza del Braille attraverso un evento nazionale organizzato insieme al Club Italiano del Braille dal titolo Braille: via maestra per l'inclusione e l’accesso alla cultura.
Tra le varie personalità che hanno preso parte all'evento, da segnalare il Presidente dell'UICI Mario Barbuto e il Presidente del Club Italiano del Braille Nicola Stilla.
I saluti delle Istituzioni sono stati portati fra gli altri dal Prefetto di Roma Matteo Piantedosi, e dalla direttrice Farida Saidi-Hamid del Museo Casa Natale di Louis Braille a Coupvray nell’Ile De France e del Museo italiano Braille presso l’Istituto Ciechi di Milano.
L’iniziativa è stata ricca di testimonianze di grande impatto.
Tra queste, i momenti dedicati al mondo della scuola con alcuni docenti che hanno coinvolto nell’apprendimento del Braille anche classi di alunni normodotati; le sessioni di lettura alternata tra scrittori di fama come Maurizio De Giovanni e narratori non vedenti; alcune esecuzioni musicali con esperienze di giovani musicisti non vedenti che solo attraverso il Braille hanno potuto dare seguito alla loro passione artistica; testimonianze di studenti che hanno raccontato del rapporto tra Braille e matematica.
Nel corso dell’evento sono stati anche presentati i nuovi Lego Braille Bricks come esempio di gioco didattico accessibile anche ai ciechi e utile anche per imparare il sistema Braille.