Sanihelp.it – Il grande caldo fa volare i consumi di gelato con l’arrivo sul mercato di oltre 600 gusti disponibili tra i quali tramontano gli artificiali, come per esempio il puffo, e si riscoprono quelli di stagione e locali ottenuti da prodotti caratteristici del territorio come la frutta: è quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che a sorpresa i consumi si concentrano per oltre la metà (53,5%) nelle regioni del Nord seguite dal Mezzogiorno (28,3%) e dal Centro Italia (18,1%).
Si è verificata una moltiplicazione delle iniziative volte a garantire la genuinità del gelato a partire dall'impiego di latte fresco di produzione locale al posto dei surrogati a basso costo. Infatti accanto alle gelaterie artigianali cresciute, cresce la preparazione casalinga di gelati che consentono una accurata selezione degli ingredienti, dal latte alla frutta.
Sul mercato non mancano però le novità come – precisa la Coldiretti – la produzione di gelati a base di latte d'asina particolarmente apprezzato per le sue proprietà, le agrigelaterie che offrono gelati ottenuti da latte appena munto in stalla o gusti a chilometri zero perché ottenuti da prodotti locali che non devono essere trasportati con mezzi che sprecano energia e inquinano l'ambiente: dall'amarone in Veneto al pistacchio di Bronte in Sicilia, dal bergamotto in Calabria ai frutti di bosco di Cuneo.
Il consumo di gelato annuale è stimato in Italia – conclude la Coldiretti – in oltre 15 chili a persona per una spesa di 5 miliardi di euro destinati all'acquisto di coppe, coni, bastoncini e vaschette, dei quali il 60% di tipo artigianale e il 40% industriale.