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I 10 comandamenti della dieta in gravidanza

Sanihelp.it – Per quanto grande sia, il desiderio di maternità è spesso turbato dalla preoccupazione di veder sfiorire il proprio corpo: aumento di peso, rilassamento dei tessuti, smagliature, gonfiori… un bel programma! Pensate che il 30-40% delle obesità femminili compare nel corso di una gravidanza e persiste anche a parto avvenuto. Ma prevenire questi inconvenienti non è difficile come sembra.


Parti con il piede giusto, cioè con un peso ottimale: un sovrappeso iniziale comporta un superlavoro di fegato, reni e apparato circolatorio. Successivamente il controllo del peso non deve essere troppo rigido, anche perché una certa riserva di grasso ha un effetto protettivo e predispone all’allattamento.

 
Scordati qualsiasi farmaco anti-fame! Come pure i diuretici o gli ormoni tiroidei: inutile spiegarti gli effetti devastanti che potrebbero avere sul tuo bambino.

 
Occhio alle tabelle che indicano i supplementi calorici: si riferiscono a stili alimentari corretti, in particolare a un introito giornaliero di circa 2700 calorie, ma in realtà la dieta occidentale è già molto calorica (3300 calorie al giorno), quindi questa indicazione non si può applicare sempre, universalmente, a tutte le donne incinte.

 
Via libera ai piatti unici di cui sono ricche le nostre tradizioni regionali: sono infatti un’ottima soluzione per assicurarsi tutti i nutrienti (carboidrati, proteine, vitamine, sali minerali): riso e piselli, pasta e fagioli, torta di riso, polenta valdostana ecc.

 
Veniamo al punto dolente: i grassi. La quota giornaliera varierà in funzione della stagione in cui si svolge la gravidanza (in inverno l’organismo ne richiede un po’ di più). Fondamentale è la scelta dei cibi: i più sani sono quelli che contengono la maggior quantità di acidi grassi insaturi: burro crudo, olio d’oliva e olio di girasole. Per limitare invece l’ammontare di grassi saturi basta orientarsi verso animali che ne contengono meno (pollo e pesce) e trarre una parte del fabbisogno proteico da uova e latticini.

 
Si raccomandano 10-15 grammi al dì di olio extravergine d’oliva: mangiare insalate scondite è quindi un sacrificio inutile, anzi, l’olio favorisce l’assimilazione delle vitamine liposolubili contenute nelle verdure.


 
I cereali non vanno aboliti, perché se c’è carenza di carboidrati il corpo li ricava dalle proteine, e questo processo lascia scorie da eliminare. Inoltre è scientificamente provato che consumando cereali integrali cotti ci si nutre meglio con meno calorie, raggiungendo prima la sazietà. Anche qui conta la scelta: opta per i più ricostituenti, proteici e digeribili, quali il riso, il miglio e l’orzo.

 
Consuma i cereali al mattino, perché da molte ore l’organismo non riceve più energia, e anche la sera, perché gli amidi, assimilati lentamente, coprono nelle ore del sonno le necessità metaboliche di mamma e figlio. Inoltre, una colazione solida (pane tostato, fette biscottate, fiocchi d’avena) è un ottimo rimedio anti-nausea!

 
Attenzione ai pasti fuori casa: scegli primi piatti con condimenti semplici e secondi piatti alla griglia o lessati, sostituisci grissini e crackers con il pane (hanno il doppio delle calorie e contengono strutto e conservanti), e stai alla larga dai buffet (dolci o salati che siano: sono un ammasso di avanzi di dubbia conservazione e provenienza).

 
Invece di soffrire pensando alle rinunce, prova a sostituire i cibi di cui vai ghiotta con golose, ma più sane e leggere, alternative.

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