Per la prima volta in Italia, grazie all’impegno dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, è disponibile un registro delle malattie croniche intestinali, premessa indispensabile per la valutazione, sorveglianza e prevenzione di un male che in Italia colpisce almeno 100mila persone.
Sino a oggi, nel nostro Paese non esistevano evidenze certe circa le malattie infiammatorie croniche intestinali; d’altronde, sino a qualche anno si trattava di un problema tipico degli Usa e del Nord Europa, mentre i paesi del Mediterraneo sembravano quasi immuni. Da qualche anno, però, non è più così: i livelli di incidenza sono ormai simili ovunque.
Per redigere il registro, sono stati raccolti i pazienti con diagnosi di Rettocolite ulcerosa, Morbo di Crohn e Colite Indeterminata residenti nell’area dell’Ausl di Forlì fra 1994 e 2008: i casi eleggibili, ricavati dalla depurazione dei 1.665 totali, sono risultati 778. Di questi, il 65,6% ha una rettocolite ulcerosa, mentre il 33,9% è affetto da morbo di Crohn.
Tali malattie risultano più diffuse fra gli uomini (54%) rispetto alle donne (46%). Quanto all’età, il 51,7% dei pazienti si è visto diagnosticare una malattia cronica intestinale prima dei 44 anni – percentuale che arriva al 58% se si considera il solo morbo di Crohn – il 48,3% dopo.
Il dato più rilevante è quello che si evince dal link con la banca dati del Registro tumori della Romagna: ben il 6,4% dei soggetti con malattie croniche intestinali è stato, infatti, poi colpito anche da un tumore, 39 persone ne hanno sviluppato uno solo, 4 ne hanno sviluppati due e in un soggetto se ne sono rilevati addirittura tre. Le neoplasie più frequenti si sono dimostrate quelle a prostata, cute, polmone e colon-retto.