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Un disinfettante molto usato: la clorexidina

Salute

Antisettico con ampio spettro d’azione che comprende batteri Gram positivi, Gram negativi, alcuni virus e miceti.
La clorexidina viene di solito utilizzata sotto forma di gluconato per le sue ottime caratteristiche di solubilità.
In funzione della concentrazione svolge due tipi di azione:


1. a bassa concentrazione danneggia la membrana citoplasmatica del germe, con conseguente fuoriuscita di materiale cellulare e inattivazione di sistemi enzimatici;

2. a concentrazioni maggiori provoca dei fenomeni di coagulazione a livello del protoplasma.

Le soluzioni di clorexidina sono più attive a pH compreso tra 5 e 7, corrispondente quindi a quello delle superfici corporee. Viene inattivata da sostanze quali derivati anionici, composti a base di mercurio, cloro e iodio.
La soluzione acquosa di clorexidina, associata a un tensioattivo, è indicata per l’antisepsi della cute.
La soluzione acquosa allo 0,05%, sterile, trova indicazione nell’antisepsi di ferite e ustioni.
La soluzione alcolica allo 0,5% viene utilizzata per l’antisepsi delle mani e della cute, anche del personale di sala operatoria, prima di iniezioni, prelievi, fleboclisi o inserimento di cateteri.
La soluzione al 4% si utilizza per la preparazione del campo chirurgico (mani del chirurgo/cute del paziente) e garantisce un’azione antibatterica adeguata per quasi tutti i tipi di intervento. I prodotti a base di clorexidina non devono entrare in contatto con il tessuto cerebrale e non devono essere usati nella chirurgia oftalmica e dell’orecchio (a causa del rischio di ototossicità).
Il collutorio allo 0,12 o allo 0,2% di clorexidina è molto usato in odontoiatria contro la placca batterica.
La clorexidina è di solito è ben tollerata e non induce fenomeni di sensibilizzazione cutanea nella sede di applicazione.

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