Buone notizie per chi convive con una brutta cicatrice: la si può migliorare notevolmente senza ricorrere a un vero intervento chirurgico, ma al lipofilling, una tecnica decisamente soft.
Con il lipofilling si prelevano piccole quantità di grasso dall’addome o dai fianchi e, dopo averlo depurato e centrifugato, lo si trasferisce nella brutta cicatrice, ovvero in una cicatrice tesa e per questo dolente, irregolare o avvallata, che altera l’armonia del corpo o, peggio, del viso.
Come ormai moltissimi studi hanno dimostrato, il grasso è ricco di cellule staminali adulte e di fattori di crescita, che trasferiti in una nuova sede hanno l’effetto di attivare un processo di rigenerazione dei tessuti. Dopo poche settimane, scomparsi i lividi che seguono al trattamento, si inizia a notare un miglioramento che proseguirà almeno per 6-7 mesi, fino a stabilizzarsi: i tessuti diventano più elastici e più sani, le differenze di colore si attenuano e contemporaneamente si ha un recupero funzionale.
Negli anni scorsi ho contribuito a codificare questa tecnica e i suoi risultati con uno studio realizzato con il mio team. Abbiamo avuto una grande risonanza, anche in ambito internazionale, ma soprattutto grandi soddisfazioni.
Migliorare un viso sfigurato da un incidente, permettere a una persona di tornare a bere e mangiare senza imbarazzo e senza facilità sono risultati che non hanno prezzo.
Merito del grasso, che una volta depositato nelle aree depresse e irregolari delle cicatrici, si è rivelato capace di stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni, di nuove ghiandole sebacee e di nuove cellule cutanee attive.