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Le mosse giuste contro il caro-bolletta

Risparmio energetico

Sanihelp.it – Cosa tormenta i sonni degli italiani? Il carovita e il primo motivo della preoccupazione è dovuto all’aumento delle bollette (63%): più di 6 italiani su 10 hanno ridotto i consumi di energia elettrica e gas (Fonte: Legacoop e Ipsos) diventando campioni di comportamenti sostenibili, anche a tavola. Sono 8 milioni i virtuosi che hanno cambiato convinzioni e comportamenti in cucina (Fonte: Nomisma) e, addirittura, quasi 1 italiano su 5 (19%), ha iniziato a evitare l'uso dei fornelli, cucinando di meno o preferendo pietanze che non necessitano cottura (Fonte: Coldiretti) e la tendenza è destinata ad incrementarsi con l’arrivo della bella stagione. E se fino a qualche tempo fa le utenze domestiche non erano incluse nel calcolo della spesa alimentare, oggi queste voci sono rilevanti nel determinare il »food cost» di ogni pasto, che a parità di ingredienti, dipende anche dal prezzo dell’energia necessaria per prepararlo.


In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio Energetico, ANCIT (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare), ha chiesto qualche consiglio in merito alla food blogger Eva D’Antonio (»In cucina da Eva»). Il primo? Cucinare senza fornelli. Il trend dei piatti »energy free» è stato avviato da Chef del calibro di Nico Mastroianni (Santo Bevitore, a Cassino), Domenico Stile (Enoteca la Torre, a Roma) e Vincenzo Guarino (Tavola Rossa, Castello di Postignano) che hanno ideato alcuni piatti da preparare senza uso del gas e, per quanto possibile, senza elettricità »extra»: dalla marinatura alla »cottura» in frigorifero, a quella a fuoco spento fino alla manualità in sostituzione dei mini-elettrodomestici.

Cosa possiamo fare ancora per limitare al massimo il consumo di gas? Avviare la cottura di alimenti preferibilmente a temperatura ambiente permette di evitare il consumo di gas che servirebbe per scaldarli dalla temperatura del frigo. Inoltre, prolungare il tempo di ammollo dei legumi secchi consente di ridurre la successiva bollitura, così come idratare prima della cottura il riso o alcuni cereali, specialmente quelli integrali, riduce il tempo necessario alla loro cottura, con un risparmio non indifferente. 

Ancora, utilizzando il forno (uno degli elettrodomestici a più alto consumo energetico), meglio cuocere più pietanze contemporaneamente e spegnere il forno in anticipo per sfruttare il calore residuo, evitando di aprirlo (si disperde il 20% del calore ogni volta). Un ottimo alimento anti-spreco? Sicuramente il tonno. La lunga durata, la comodità d’uso, la praticità e le innumerevoli occasioni di consumo ne fanno un alimento dalle mille virtù: oggi nelle case degli italiani ci sono in media quattro scatolette di tonno e comunque almeno una è sempre presente nella nostra dispensa (93%).

Se oggi la metà degli italiani (45%) acquista il tonno in scatola, in primo luogo, perché è gustoso, al secondo posto troviamo il fatto che è un cibo antispreco venduto in contenitori riciclabili: un plus riconosciuto dal 33% degli italiani (1 su 3), sempre più attenti alle istanze di sostenibilità: 8 su 10 (84%) riciclano la scatoletta, sapendo che è di metallo e che si ricicla al 100%.

E il 34% riutilizza o ricicla anche l’olio d’oliva (Doxa/Ancit). Nelle posizioni successive, troviamo a pari merito la convenienza (31%) – un alimento che contiene proteine nobili a basso costo – e la sicurezza alimentare. E parlando di antispreco, l’olio d’oliva del tonno può essere riutilizzato in cucina, perché mantiene intatti l'aroma, il sapore e le sue qualità organolettiche. Studi scientifici hanno infatti confermato che l’olio acquisisce dal tonno omega 3 e Vitamina D. 

Un delitto disfarsene come un rifiuto. Un intervistato su 4 (25%) lo utilizza abitualmente per condire l’insalata/il sugo della pasta e 1 su 10 (11% sull’intera popolazione, il 15% per i giovani) ha dichiarato di aver iniziato nell’ultimo periodo ad utilizzare l’olio della scatoletta, a cui si aggiunge il 18% di chi ne utilizza solamente una parte. Comportamenti virtuosi che gli italiani sempre più attenti all’antispreco, stanno via via incentivando.


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Fonte ANCIT

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