Da qualche anno le bevande energetiche hanno fatto il loro ingresso sul mercato: da quel momento, da prodotto di nicchia, si sono in brevissimo tempo tramutati in drink consumati su larga scala, in particolare dai giovani, che sovente li mischiano con alcolici per diminuire il senso di fatica percepita e i sintomi da intossicazione da alcol.
Le leggende su queste bibite si sprecano: dalla derivazione della taurina, ottenuta secondo alcune voci incontrollate direttamente dai testicoli del toro, al concepimento degli energy drink in ambito militare, durante la guerra del Vietnam. Tutti racconti ai limiti della realtà, che hanno contribuito al successo di queste bevande, che risulta davvero planetario: le marche principali si permettono addirittura di sostituire le marche di sigarette come sponsor di squadre di Formula 1, disciplina sportiva per ricchi, imponendo persino ad un colosso come la Coca-Cola un nuovo modo di concepire le lattine, più strette e slanciate.
Negli Stati Uniti è scattato in questi giorni un vero e proprio allarme nei confronti di queste bibite: secondo uno studio presentato durante l'ultimo convegno della American Heart Association, dal 2010 i casi di intossicazione da energy drink sui bambini al di sotto dei 6 anni sono aumentati a dismisura. Le telefonate al centro antiveleni in tre anni sono state più di 5000: in quattro casi su dieci la vittima era proprio un bambino.
Ovviamente il dato in questione risulta approssimato per difetto, in quanto l'indagine non tiene in considerazione una serie di casistiche piuttosto comuni: dai genitori che hanno portato direttamente i propri figli al pronto soccorso a quelli che hanno chiamato i dottori presenti sul territorio, per non parlare dei piccoli che non hanno ricevuto alcuna assistenza medica nell'attesa che gli effetti collaterali passassero da sé. La causa è da attribuire principalmente, ma non esclusivamente, all'ingente contenuto di caffeina all'interno di queste bevande, che può raggiungere i 150 milligrammi: se si tiene in considerazione il fatto che, per un adulto sano, il limite giornaliero consigliato varia tra i 250 e i 300 milligrammi, risulta piuttosto ovvio come la quantità di caffeina, assolutamente sconsigliata al di sotto dei sei anni, presente all'interno di questi energy drink sia ovviamente inadeguata.
Gli effetti collaterali correlati all'assunzione di queste bibite per i più piccoli sono convulsioni, agitazione, alterazione del battito cardiaco e problemi digestivi. Sebbene non sia chiaro il motivo per cui i genitori dovrebbero permettere ai propri figli di assumere energy drink, la ragione principale sembra essere, come spesso accade, la disinformazione: queste bevande sono sovente ritenute simili a un'aranciata, a un succo di frutta, a una bibita gasata, a un integratore salino, mentre invece contengono al loro interno ingredienti che potrebbero risultare pericolosi persino per un adulto, specie se soffre di problemi cardiaci o neurologici.