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Lesione polmonare associata a E-cigarette o prodotti svapo

Quando sono state commercializzate le sigarette elettroniche sembrava potessero essere di grande aiuto nella disassuefazione del fumo


Il loro uso, però, si corrella a un grande problema: non inalo prodotti da combustione di nicotina come quando mi fumo una sigaretta, ma cosa vado ad inalare?

E soprattutto quanto sono pericolose per la salute tali sostanze?

«Esistono numerosi studi nel campo della sicurezza del vaping sia su modelli animali che su persone monitorate da equipe mediche. Tuttavia non sono ancora disponibili risultati di studi a lungo termine a causa della giovane età della sigaretta elettronica- spiega Emanuele Ferri, Fondatore di Trusticert, società spin off dell’Università Bicocca nei cui laboratori si testano i liquidi di consumo delle sigarette elettroniche italiane e se ne certifica il contenuto secondo le leggi europee vigenti che aggiunge- La maggior parte di questi studi analizza i livelli di alcuni marcatori (sostanza riscontrabile nel sangue il cui livello riflette una predisposizione o un comportamento) delle sigarette classiche trovando un drastico calo dei valori per i fumatori che passano ad un uso esclusivo di sigaretta elettronica. Va considerato che questo risultato, di per sé molto importante, è solo una conferma di una ipotesi scontata, in quanto la sigaretta elettronica, essendo priva di combustione, non va ad elevare i marcatori del fumo che per definizione sono legati alla presenza di sostanze (o relativi cataboliti) tipiche della combustione. La comunità scientifica si sta quindi interrogando su quali possano essere i marcatori specifici legati all’uso di sigaretta elettronica, e quali siano i rischi legati all’uso cronico di tali strumenti».

Quali sono le sostanze, dunque, che potrebbero essere tossiche se inalate e quali sono invece sicure?

«A livello normativo gli ingredienti usati nei prodotti in vendita nei territori dell’Unione Europea devono essere di elevata purezza e non possono mettere a repentaglio la salute dei consumatori. Tradotto in pratica, significa che gli eccipienti (glicole propilenico, glicerina vegetale) e la nicotina devono essere di grado farmaceutico, l’acqua (eventuale) e gli aromi ammessi devono essere di grado alimentare. Esiste poi una serie di sostanze vietate tra cui: vitamine e altre sostanze che possano dare l’impressione di un prodotto salutare; caffeina e taurina e altre sostanze energizzanti o vitalizzanti; additivi in grado di colorare le emissioni e sostanze con proprietà CMR (cancerogene, mutagene o reprotossiche). Inoltre ogni stato membro dell’Unione ha la libertà di definire una propria lista di sostanze pericolose (defininita in gergo black list). Al momento non esiste una black list armonizzata a livello Europeo, pertanto la questione è attualmente dibattuta a livello scientifico/epidemiologico» afferma ancora il professor Ferri 

 


«Da un punto di vista prettamente tossicologico per quanto riguarda le classi di sostanze, quelle note per essere più pericolose o potenzialmente pericolose sono gli oli e gli zuccheri – dichiara il Professor Fabio Beatrice Direttore del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino che precisa anche – Gli oli, se presenti in quantità eccessiva, possono dare luogo ad infiammazioni polmonari acute: uno stato patologico noto come polmonite lipidica o lipoidea, che può avere conseguenze molto gravi. Molti zuccheri hanno una temperatura di pirolisi piuttosto bassa, in alcuni casi al di sotto delle temperature di esercizio delle sigarette elettroniche, con il conseguente pericolo di generare sottoprodotti tossici durante il riscaldamento. Un esempio può essere il sucralosio. Per quanto riguarda le sostanze singole, possiamo citare il diacetile e l’acetoino, ma la lista è già piuttosto lunga. Un altro elemento da tenere in considerazione è il livello di impurezze (ad esempio alcuni metalli pesanti)>>. 

L’attuale normativa Europea, grazie all’obbligo introdotto nel 2016 di notificare i prodotti presso il portale della Commissione Europea, promette di compiere il più vasto e lungo studio epidemiologico sui prodotti da vaping che dovrebbe dar esito nel 2021 ad un aggiornamento della normativa vigente recante indicazioni più precise sulle sostanze ammesse, non ammesse ed eventualmente quelle che non possono superare certi limiti.

Va sottolineato con forza in ogni caso che i pericoli diventano davvero incontrollabili se per lo svapo si utilizzano miscele realizzate in casa: insomma il fai da te in questo caso, può generare pericoli di portata inimmaginabile come conclude il professor Ferri: «Mischiare aromi senza conoscerne esattamente la composizione può portare alla formazione di composti pericolosi che possono causare fenomeni di tossicità acuta. Tanto per fare un esempio l’olio extra vergine di oliva è un alimento straordinariamente sano se ingerito ma pericoloso nel caso sia vaporizzato e inalato. Attenzione quindi a tutto ciò che non è studiato, non collaudato, non dichiarato sicuro dai produttori e prima di tutto: evitare il fai da te a meno che non ci si limiti alla miscelazione di un aroma con una base seguendo le indicazioni del produttore». 

 

 

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