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Dal resveratrolo un aiuto per rallentare l’invecchiamento

Quando il cibo diventa un farmaco

Negli ultimi decenni la Ricerca ha focalizzato la propria attenzione su una classe particolare di non nutrienti, i polifenoli, ritenuti in grado di neutralizzare i radicali liberi e proteggere l'organismo dalla loro azione negativa. Tra tutti, grande interesse ha suscitato il resveratrolo, ritenuto uno degli antiossidanti per eccellenza, che è contenuto soprattutto nella buccia degli acini d’uva rossa, ma anche nei mirtilli, more, frutti di bosco in genere ecc.
 
Sono tante le proprietà, comprovate dalla Scienza, che gli sono state attribuite nel corso degli anni: il resveratrolo sarebbe infatti capace di ridurre il colesterolo LDL, prevenire le malattie cardiache e cardiovascolari, oltre a costituire un valido aiuto nel controllo del metabolismo (una buona notizia per chi è a dieta!).
 
«I polifenoli, tra cui il resveratrolo, risulterebbero in grado di stimolare i sistemi di riparazione cellulare, di amplificare le difese antiossidanti endogene, di inibire in maniera specifica l’azione delle molecole infiammatorie» spiega il professor Giovanni Scapagnini, biochimico dell’Università del Molise, nonché massimo esperto di nutraceutica e nutrigenomica, in una nota diffusa da AIIPA. «Queste sostanze sarebbero inoltre in grado di attivare un fattore fondamentale per la sopravvivenza cellulare allo stress, l’Nrf2, molecola chiave per la terapia e la prevenzione di numerosi disturbi cronici età-correlati».
 
Significativo in questo senso è un nuovo studio pubblicato sul Journal of Neuroscience, secondo il quale il resveratrolo sarebbe in grado di incrementare le performance della memoria negli adulti, e dunque di arginare in qualche modo l’invecchiamento del cervello. Lo studio ha valutato un campione di 46 uomini e donne di età compresa tra i 50 e i 75 anni, ai quali sono stati somministrati casualmente 200 mg di resveratrolo al giorno o placebo per 26 settimane.


I dati emersi dai test della memoria e di neuroimaging hanno dimostrato che i soggetti ai quali sono stati somministrati gli integratori a base di resveratrolo hanno riportato significativi miglioramenti nel ricordare le parole (30 minuti superiore rispetto al placebo).

Oltre ai benefici per la memoria lo studio ha riscontato ottimi risultati in termini di miglioramento della circolazione sanguigna. Secondo gli autori infatti, l’integrazione di resveratrolo contribuisce alla riduzione dei livelli di emoglobina glicosilata, segnale della presenza di eccesso di glucosio nel sangue, e a significativi miglioramenti della connettività funzionale dell’ippocampo.

Un altro recente studio pubblicato su eLife (rivista scientifica sostenuta dall’Howard Hughes Medical Institute, la Max Planck Society e il Wellcome Trust) ha invece dimostrato come il resveratrolo costituisca un efficace inibitore della proteina pro-infiammatoria interleuchina 6 (IL-6). La presenza di alti livelli di questa proteina nell’organismo può corrispondere, ad esempio, a più bassi tassi di sopravvivenza nelle pazienti con cancro al seno: da qui l’importanza di tale scoperta.
 
 
  
 

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