Sanihelp.it – Per risalire alle proprie origini, tornare indietro di qualche generazione non è difficile; ma come si fa per scovare un antenato di 60.000 anni fa?
Questo è l’ambizioso obiettivo del Genographic Project, un programma americano che si propone di ricostruire l’albero genealogico dell’umanità analizzando e comparando migliaia di campioni di Dna prelevati in tutto il mondo.
Il progetto, frutto della collaborazione tra Ibm e Fondazione National Geographic, punta a comprendere in che maniera le diverse popolazioni si siano mescolate a partire dalla comparsa dell’Homo Sapiens in Africa, e per farlo conta su un finanziamento iniziale di 40 milioni di dollari messi a disposizione dalla Waitt Family Foundation.
L’immane lavoro dei ricercatori inizia con la raccolta, l’analisi e la comparazione di campioni di Dna prelevati da oltre 100.000 individui appartenenti alle cosiddette popolazioni prime, ovvero le popolazioni rimaste relativamente isolate da numerose generazioni; da questa indagine dovrebbe poi essere possibile ricostruire la storia delle migrazioni per comprendere in che modo, in tempi successivi, le varie popolazioni umane si siano incrociate e mescolate.
I gruppi etnici non sono ancora stati selezionati, ma le adesioni sono già molte, così come le aspettative.
«Per l’antropologia il progetto Genographic rappresenta un vero e proprio viaggio sulla luna», ha commentato il genetista americano Spencer Wells, coordinatore del programma.