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Per seguire i trapiantati di rene arriva il nefrologo-tutor

Sanihelp.it – La Società Italiana di Nefrologia (Sin) ha appena presentato, durante il suo 46àƒÂ‚à‚° congresso nazionale, i risultati del primo censimento online sulla situazione degli italiani con problemi ai reni.


Ne è emerso che per i 45.000 pezienti che si sottopongono a emodialisi ospedaliera e peritoneodialisi a domicilio la situazione è eccellente, grazie all’elevata qualità assistenziale (la migliore in Europa) nelle 663 Unità Operative (U.O.) di nefrologia e dialisi, oltre che dei centri pubblici e privati convenzionati.

Tanto è vero che la mortalità per questa categoria di malati è molto bassa, un 10% circa contro il 19% di altri paesi occidentali come gli Usa.

Più delicata invece la situazione sul versante dei trapianti: i malati che hanno già ottenuto un trapianto di rene sono circa 20.000, ma 6.000 sono ancora in lista d’attesa, e la disponibilità di donatori, pur essendo salita a 23 per milione di abitanti, è ancora molto al di sotto del numero ottimale indicato in 50 unità per milione.

La Sin ha garantito di impegnarsi per migliorare questo versante, e il primo passo è la creazione del nefrologo-tutor, una figura cui potranno fare riferimento i trapiantati che spesso, in caso di complicanze post-trapianto, come febbre alta, si mettono in viaggio per centinaia di chilometri per raggiungere il centro dove hanno subito il trapianto, senza che ve ne sia la necessità.

Un aiuto concreto, che apre la strada a nuove iniziative.

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