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Tubercolosi: servono nuovi strumenti diagnostici

Sanihelp.it – Senza un test diagnostico semplice, rapido ed economico per individuare i casi di tubercolosi, gli operatori sanitari nei Paesi in via di sviluppo continueranno a perdere circa la metà dei malati che hanno bisogno di una terapia contro la TBC. È l’allarme lanciato dall’organizzazione umanitaria internazionale Medici senza frontiere in occasione della giornata mondiale contro la tubercolosi.


La diagnosi della TBC nei Paesi in via di sviluppo si basa ancora su una tipologia di analisi che ha più di 120 anni. Il test individua il bacillo della TBC in appena il 45-60% dei malati ed è ancora meno efficace quando si tratta di diagnosticare la TBC nelle persone che sono infette da HIV.

«Circa il 30% dei 40 milioni di sieropositivi nel mondo sono affetti contemporaneamente anche da TBC, che è la prima causa di morte tra i malati di AIDS». Spiega la dottoressa Martha Bedelu medico di MSF che lavora in Sudafrica.

Circa 9 milioni di persone sviluppano la TBC ogni anno, la maggior parte di loro vive nei Paesi in via di sviluppo dove si verifica anche il 99% dei decessi per tubercolosi. Nonostante questo, gli sforzi per sviluppare test diagnostici più efficaci sono orientati esclusivamente al più lucrativo mercato dei Paesi ricchi.

La giornata mondiale contro la tubercolosi si svolge ogni anno il 24 marzo, questa data per commemorare la scoperta nel 1882 del bacillo della TBC da parte del dottor Robert Koch.

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FonteMDF

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