Sanihelp.it – È un ventunenne di Hanoi l’ultima vittima dell’influenza aviaria in Vietnam.
Dopo tre settimane senza registrare nuovi casi di contagio, il ragazzo si è presentato all’ospedale di Hanoi con tutti i sintomi della malattia: febbre, difficoltà respiratorie e problemi al fegato.
L’epidemia, insomma, continua a far parlare di sè con preoccupazione: dall’inizio dell’anno sono già morte 13 persone.
Il Vietnam lancia un appello: servono più aiuti internazionali. Per ora la FAO ha donato 18 milioni di dollari, ma ne servirebbero 100.
«Data la portata del problema, le donazioni stanziate sono insufficienti», ha confermato Samuel Jutzi della Food and Agriculture Organization.
Dall’Organizzazione Mondiale della Sanità arrivano nuove raccomandazioni: negli allevamenti bisogna evitare i contatti tra specie aviarie diverse, in modo da impedire eventuali rimescolamenti genetici del virus, e si deve fare particolare attenzione alle papere, che contraggono la malattia in modo asintomatico e quindi difficilmente identificabile.
Intanto il giovane vietnamita è in condizioni gravi, e anche la sorella è ricoverata per sospetto di contagio.