Sanihelp.it – L’acromegalia è una malattia rara, causata da un tumore benigno dell’ipofisi, la ghiandola situata alla base del cervello che sintetizza gli ormoni.
La sua incidenza è molto bassa (3.3 casi per milione ogni anno): si calcola che in Italia ne soffrano 2.500 soggetti tra i 30 e i 40 anni. Tuttavia c’è da considerare che la malattia è sottodiagnosticata e, dunque, i casi potrebbero essere molti di più.
«La malattia», spiega Ezio Ghigo, Professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Torino, «genera un aumento del volume di organi interni vitali come fegato, reni e cuore, scatenando gravi malattie cardiovascolari e metaboliche».
Da oggi esiste un farmaco innovativo, prodotto da Pfizer con il nome Pegvisomant, che apre nuove prospettive al trattamento dell’acromegalia.
il farmaco si lega selettivamente ai recettori per il GH a livello periferico, impedendo di conseguenza la produzione dell’IGF-I (il fattore insulino simile, che media molti degli effetti del GH) e, dunque, la crescita abnorme dei tessuti tipica dell’acromegalia.
Pegvisomant è capace di controllare la malattia in modo efficace e sicuro, migliorando la qualità della vita dei pazienti e offrendo nuove speranze per il futuro. Viene somministrato tramite iniezioni sottocutanee e risulta ben tollerato.