Sanihelp.it – La vittima designata del bullismo è una persona docile e arrendevole, che non ha l’abilità necessaria per reagire alle offensive o, se la possiede, non la padroneggia in maniera efficace.
Già naturalmente timida ed esitante, nel corso del tempo è probabile che perda definitivamente sicurezza e autostima, sviluppando un'opinione negativa di sé e rimproverandosi di attirare le prepotenze dei compagni.
Non avendo la capacità di reagire in modo adeguato alle aggressioni, le vittime del bullismo sfogano il loro disagio in diversi modi: mostrando segni di stress emotivo, sviluppando somatizzazioni varie (mal di pancia, cefalea, incubi, attacchi di panico), marinando la scuola o manifestando apertamente il timore di lasciare la sicurezza della propria casa.
Spaventata, vulnerabile e sola, la vittima del bullo non si sente in grado di combattere e rinuncia all’autodifesa, anzi, spesso si sente in qualche modo colpevole per le violenze subite in quanto crede di meritarle per via di una sua inferiorità.
È necessario dunque rassicurarla sul fatto che nessuno merita di subire prepotenze e fargli capire che l’unica via di uscita è aprirsi con una persona di fiducia: un amico, un insegnante, un genitore.
Se si individua nel proprio figlio segnali di sottomissione o abusi, è bene riportare correttamente alla scuola quanto accaduto:
facendo una lista delle cose avvenute al proprio figlio
riportando l’accaduto in modo dettagliato, facendo i nomi dei prevaricatori e riferendo le circostanze nelle quali è successo
insistendo sulla sofferenza del ragazzo
informandosi sulle pratiche antibullismo previste dal programma scolastico
tenendosi in contatto con la scuola anche dopo che il problema è stato superato.
Bisogna spiegare alla vittima che per sottrarsi al suo destino è fondamentale imparare a farsi valere: il bullo se la prende con chi è debole, e mostrandosi forti e decisi è facile che il prevaricatore si impaurisca o perda interesse nel perseguire una vittima non più abulica.
Per questo non bisogna mai mostrarsi intimiditi o arrabbiati, anche se lo si è davvero: ai bulli piace ottenere una qualsiasi reazione, per loro è stimolante.
Mantenere la calma dunque, nascondere le proprie emozioni, così il bullo si annoia e molla la presa.
Invece arrivare alle mani peggiora la situazione: il bullismo è un comportamento sbagliato, e ripagando la violenza con la stessa moneta si passa dalla parte del torto.
E poi si rischia di farsi davvero male, in quanto i bulli sono in genere più robusti ed energici delle vittime prescelte.
Inoltre, non è un grande pregio farsi male per tenersi strette le proprie cose. Se si è minacciati, meglio dare ai bulli ciò che vogliono, almeno al momento. Le proprietà possono essere sostituite, la persona no.
Infine, un ultimo consiglio: prepararsi risposte spiritose e intelligenti, che possono scoraggiare un bullo forte e arrogante, ma in fondo stupido.