Sanihelp.it – In Italia almeno 500.000 persone soffrono di disordini del movimento, causati da alterazioni neurologiche del cervelletto, della corteccia cerebrale o dei gangli della base.
Questi disturbi dell’attivitàmotoria si suddividono in due rami: le ipocinesie, che riducono la velocitàdei movimenti volontari, e le ipercinesie che provocano movimenti involontari come tic e tremori.
A questa seconda categoria appartengono le distonie, che con 20.000 pazienti diagnosticati in Italia rappresentano il terzo disturbo del movimento più diffuso dopo il tremore essenziale e la malattia di Parkinson.
Ma di cosa si tratta esattamente?
La distonia è una sindrome caratterizzata da contrazioni involontarie e prolungate dei muscoli agonisti e antagonisti, che provocano movimenti di torsione ripetitivi e posture anomale.
Per un tempo variabile, soprattutto a riposo, una parte del corpo fa ciò che vuole senza possibilitàdi controllo.
Il punto di esordio è noto: gli arti inferiori se si tratta di una forma di distonia precoce (prima dei 21 anni); collo, cranio e arti superiori per le forme tardive.
La distribuzione dei sintomi è un parametro utilissimo per la pianificazione del trattamento, perché permette di stabilire se ci si trova di fronte a una distonia a distribuzione focale o generalizzata.
Nel primo caso la malattia colpisce una sola parte del corpo, e viene curata iniettando nei muscoli distonici la tossina botulinica, una sostanza paralizzante che nelle giuste dosi riduce l’iperattivitàmuscolare.
Nelle forme generalizzate che coinvolgono più parti corporee, invece, oltre a farmaci specifici si utilizzano le tecniche di stimolazione intracerebrale, sperimentate recentemente.
Si tratta di stimolazioni profonde, effettuate tramite pace-maker neurologico, che sono in grado di produrre buoni risultati anche su chi non risponde ai trattamenti farmacologici.
La ricerca neurogenetica si sta molto impegnando, oggi, anche per la cura di un’altra forma diffusa di distonia: i tic motori.
Questi movimenti involontari, detti semplici se costituiti da scatti brevi e complessi se formati da sequenze più lunghe, per molto tempo sono stati considerati disturbi di origine psichiatrica.
Solo recentemente è stato possibile identificarli come sintomi fisici, causati da alterazioni biochimiche dei gangli. Ne derivano manifestazioni isolate o vere e proprie sindromi, come quella detta di Gilles de la Tourette, che spesso si associano ad alterazioni del comportamento di tipo ossessivo-compulsivo.
L’ultima frontiera per la cura di questi disturbi è rappresentata dai cerotti transdermici e delle gomme da masticare alla nicotina, che stanno rivelando effetti terapeutici sulla malattia dei tic multipli grazie alla capacitàdi aumentare il controllo inibitorio dei movimenti.
Senza dimenticare i gravi danni del fumo sulla salute, un’assunzione controllata di nicotina in questo caso potrebbe essere provvidenziale.