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Atleti universitari a rischio di dipendenze

Sanihelp.it – Un recente studio rivela che molti atleti universitari potrebbero essere a rischio di sviluppare vere e proprie dipendenze dal gioco d’azzardo e dagli alcolici, disturbi alimentari e altri comportamenti di tipo compulsivo.


Gli atleti maschi valutati dallo studio sono risultati più inclini ad avere problemi con il gioco, le droghe e l’alcol, mentre i problemi delle colleghe riguardavano maggiormente i disturbi alimentari e l’eccessiva attività fisica.

Le dottoresse Victoria L. Bacon e Pamela J. Russell, entrambe del Bridgewater State College nel Massachusetts, hanno esaminato 99 atleti universitari di sesso maschile e 86 di sesso femminile. Tutti gli studenti, per la maggior parte di razza bianca, avevano disputato gare nella terza divisione di atletica.

I ricercatori hanno valutato cinque tipi di dipendenze: dipendenza dal gioco, abuso di sostanze, disturbi alimentari, abuso di attività fisica e di alcol, e le risposte degli studenti sono servite a determinare se si trattasse di comportamenti compulsivi problematici oppure di vere e proprie dipendenze.

Secondo il rapporto pubblicato sul numero primaverile della rivista The Sport Journal, la ricerca ha dimostrato che un numero elevato di atleti universitari aveva almeno un comportamento compulsivo o problematico.

Per quanto riguarda i comportamenti problematici non rientranti nella classe diagnostica delle dipendenze, il più diffuso è l’abuso di attività fisica, mentre il meno diffuso l’abuso di sostanze.
La principale forma di dipendenza sembra essere il gioco d’azzardo, dato che circa il 15% degli studenti soddisfa i criteri diagnostici per questo tipo di dipendenza.

Secondo i ricercatori, gli atleti universitari rappresentano casi particolari, perché affrontano sfide diverse rispetto ai propri compagni di studio che non sono atleti.
La sfida al successo, non soltanto in classe ma anche nello sport, procura all’atleta universitario diversi tipi di stress, legati alla gestione del proprio tempo e alla pressione da parte dei propri compagni.


La ricerca, però, non ha incluso studenti che non praticano alcuno sport, e quindi non è provato che gli atleti siano più propensi a un comportamento di dipendenza rispetto ad altri studenti.

Questa indagine suggerisce che occorrono studi più approfonditi per stabilire il modo migliore per aiutare gli atleti universitari a tenersi lontano dalle dipendenze.


FONTE: The Sport Journal

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