Sanihelp.it – È in dirittura d’arrivo il più grande studio epidemiologico mondiale, denominato Progetto Interphone, sugli eventuali effetti cancerogeni delle onde emesse dei telefonini cellulari.
Vi partecipano 13 paesi, inclusa l’ Italia; saranno esaminati 7.500 utenti e sono previsti 9.800 controlli sanitari. Gli studi finora eseguiti sull’argomento, avevano dato esito negativo.
L’ iniziativa, coordinata dall’ Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, è stata presentata a Torino, in occasione del convegno promosso dall’Istituto scientifico europeo sull’ inquinamento da radiazioni, da Susanna Lagorio dell’ Istituto superiore di sanità. «’La raccolta dei dati – ha precisato Lagorio – si concluderà entro la fine del 2003 e l’analisi combinata dei 13 studi sarà realizzata entro la fine del 2004. Vengono identificati tutti i casi di glioma, meningioma, tumore maligno della parotide e neurinoma del nervo acustico diagnosticati tra i residenti nelle principali città dei paesi partecipanti nel 2001-2002. Vengono anche inclusi nello studio, come soggetti di confronti, campioni casuali delle popolazioni residenti nelle aree di studio, appaiati ai casi per sesso ed età».
I telefoni cellulari portatili sono stati introdotti sul mercato verso la metà degli anni ’80. Si stima che nel 2005 gli utenti dei servizi di telefonia mobile nel mondo saranno più di un miliardo. In Italia la telefoni acellulare e’ stata introdotta nel 1990 e gli utenti sono passati dal 7% della popolazione nel 1995 al 58% nel 2000. «A partire dalla seconda metà degli anni ’90 – ha aggiunto l’esperta dell’ Istituto superiore di sanità – sono stati avviati numerosi studi sul rischio di tumori eventualmente associato all’ uso di radiotelefoni. Ad oggi sono disponibili i risultati di 8 diversi studi epidemiologici sull’incidenza di tumori cerebrali e neurinomi del nervo acustico in relazioni all’uso di telefoni cellulari».
Nessuno di questi studi ha evidenziato associazioni tra uso del cellulare e tumori negli organi esposti. Secondo l’Organizzazione mondiale delle sanità e numerosi gruppi di esperti incaricati da diversi governi nazionali e agenzie internazionali è improbabile che l’esposizione alle radiofrequenze utilizzate nella telefonia cellulare induca o promuova il cancro.
Fonte: Ansa