Sanihelp.it – «Se la pancia è a punta è un maschietto, se è più tonda e allargata allora è una femminuccia»: recita così un famoso adagio popolare circa il sesso del futuro nascituro. Come tutte le tradizioni di questo tipo, in questa esiste un fondo di verità ma ci sono altri modi, altrettanto curiosi, per sapere con certezza quale sarà il colore del fiocco da appendere alla porta di casa senza scomodare ecografie ed esami medici particolari.
Sembra esserci una correlazione diretta tra appetito durante la gravidanza e sesso del neonato: i maschietti portano le mamme a mangiare di più durante la gestazione. Questo è un segnale inequivocabile che indicherà il sesso del nascituro. Lo ha dimostrato uno studio di Dimitrios Trichopoulos, epidemiologo della Harvard University. Il ricercatore ha studiato quasi 250 donne in dolce attesa ed è giunto alla conclusione, come riportato su British Medical Journal, che il maggior appetito tra coloro che aspettano un bimbo è vestigia del passato evolutivo umano.
È connesso al dimorfismo sessuale uomo-donna ma, precisa, tale differenza almeno per ora non sembra utile a predire il sesso del nascituro. Il fatto che i maschietti siano in media alla nascita più grandi delle femminucce è, secondo quanto rilevato dall'esperto, in buon accordo con la fame delle mamme.
L'aspirante mamma, infatti, consuma il 10% in più di calorie, bruciando l'8% in più di proteine, introducendo un maggiore apporto di zuccheri e grassi quando aspetta un maschio. Il ricercatore, secondo quanto spiegato, ha seguito le donne nel loro secondo trimestre di gravidanza e hanno così evidenziato che è il maschietto ad esigere cibo dalla sua mamma sin nella pancia.
Il feto libera testosterone, l'ormone maschile che però in questo caso serve a chiedere cibo in abbondanza alla propria mamma. Niente paura, concludono gli esperti, la mamma non si troverà ingrassata dopo aver partorito il suo bimbo, tutto il surplus calorico è infatti sfruttato da lui durante lo sviluppo embrionale.
Il classico auguri e figli maschi potrebbe dunque tramutarsi in auguri e buon appetito.