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Un «tappo» anti-trombi nella cavità cardiaca evita l’ictus

Sanihelp.it – Una delle zone dove possono formarsi questi coaguli è l’auricola atriale sinistra di un cuore che non funziona al meglio. «Tappare» con una protesi l’auricola vuole dire evitare il rischio che i trombi vadano in giro, causando un’embolia arteriosa periferica. E a catena la possibilità di un ictus.
E’ quanto i cardiologi del Monzino di Milano hanno fatto, per la prima volta in Italia, su due pazienti affetti da fibrillazione atriale. La chiusura dell’auricola è stata eseguita attraverso un catetere (tubicino) inserito all’altezza dell’inguine e fatto arrivare al cuore lungo la via delle vene.
Autori dei due interventi sono stati Antonio Bartorelli, responsabile dell’Unità di cardiologia interventistica e Paolo Della Bella, responsabile dell’Unità di elettrofisiologia. «Una tecnica operatoria finora messa in pratica solo altre otto volte in Germania – dice Bartorelli -.
L’auricola atriale sinistra è una sorta di appendice di una delle camere superiori del cuore, l’atrio sinistro. Lì si formano quei coaguli di sangue che, se si staccano improvvisamente, sono causa dell’embolia arteriosa periferica.
Per chi soffre di fibrillazione atriale, la più frequente forma di aritmia (alterazione del ritmo dei battiti del cuore, ndr ) la cui comparsa aumenta con l’avanzare dell’età, il rischio di embolia e di ictus cerebrale da trombi è significativo.
Per prevenirlo questi pazienti devono prendere per sempre farmaci anticoagulanti (vivendo con il rischio di emorragie) e sottoporsi a frequenti controlli ed esami». La soluzione?
Una risposta è senz’altro l’intervento sperimentato al Monzino. «Con la protesi-“tappo” – spiega Bartorelli – impediamo il distacco di coaguli e il loro trasporto in circolo, annullando il rischio di ictus».


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