Sanihelp.it – La vasectomia è un intervento ambulatoriale indolore che, di solito, non dura più di 30 minuti.
L’intervento ha inizio con la rasatura e la pulizia dello scroto, seguite dall’iniezione di un anestetico locale.
Attraverso due piccoli tagli nella pelle dello scroto, il dottore tira fuori i dotti deferenti, li taglia e rimuove un piccolo pezzettino di ognuno di loro. Le punte tagliate vengono legate o sigillate con corrente elettrica e le aperture nello scroto vengono chiuse con dei punti.
La vasectomia è innocua: né durante, né dopo comporta dei problemi.
Nessuna ghiandola, nessun organo sessuale sono toccati e non c’è interferenza con il desiderio e la potenza sessuale. Anzi, da un certo punto di vista, si potrebbe dire che sono accresciuti: potendo, infatti, fare l’amore senza più rischi, risultano esaltati gli aspetti positivi dell’atto sessuale.
L’immissione e la quantità di liquido seminale non subiscono variazioni: soltanto non contiene più spermatozoi.
C’è una piccolissima probabilità (meno del 1%) che la donna possa rimanere incinta dopo che il partner ha subito una vasectomia.
Una vasectomia può fallire solo se i dotti deferenti non sono stati bloccati completamente durante l’intervento. Alcune volte può accadere che le estremità tagliate del dotto si uniscano da sole, o che un’apertura si allarghi in modo tale da far passare lo sperma.