Sanihelp.it – I risultati dello studio sottolineano l’indispensabile necessità che medici e genitori identifichino prima possibile i soggetti anoressici, ovvero con malattia di denutrizione volontaria, e li aiutino nel trovare un trattamento adeguato. Se viene instaurata una dieta adeguata, vi sono alte probabilità di ripristinare i normali livelli di crescita.
Nonostante gli esperti dell’alimentazione conoscano perfettamente gli effetti nefasti dell’ipoalimentazione e della malattia nei bambini, secondo questa nuova segnalazione, non esistono ricerche adeguate sulle conseguenze dell’iponutrizione sullo sviluppo somatico nella fase della pubertà.
Per investigare questi casi, il Dr. Dalit Modan-Moses e colleghi, della Tel Aviv University, hanno valutato i dati relativi a 12 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni, affetti da anoressia nervosa in trattamento. I ragazzi sono stati seguiti per 38 mesi dopo la diagnosi di anoressia nervosa e in undici di loro sono stati riscontrati ritardi di crescita durante il corso del trattamento. I risultati del loro studio sono stati pubblicati sul numero di Febbraio di Pediatrics.
Un aumento di peso di un chilo all’anno è risultato associato ad una crescita annuale di circa sette centimetri mentre nei ragazzi che non guadagnavano peso, o peggio lo perdevano, la crescita e’ stata in media di solo tre centimetri all’anno.
I ragazzi che sono riusciti a raggiungere il peso normale, per la loro classe d’età, durante il trattamento, hanno avuto una crescita normale; nove invece dei 12 ragazzi sotto lo standard di peso, sono risultati più bassi di statura e si presume che lo rimarranno anche da adulti.
Gli autori concludono che indipendentemente dalla causa, un ritardo nella diagnosi di anoressia nervosa negli adolescenti maschi, può essere causa di grave malnutrizione e di statura finale ridotta.
La diagnosi di anoressia nervosa deve essere presa in considerazione nei ragazzi bassi e sottopeso, e nei giovani con un rallentamento della crescita e normale progressione della statura.
Da: Pediatrics 2003