Sanihelp.it – NEW YORK – «È il secondo miracolo di Lorenzo», esclama Augusto Oddone, commentando il primo trapianto mondiale di cellule costruttrici di mielina, eseguito nell’università di Yale, il 18 e 19 luglio, su una donna di 53 anni affetta da una forma progressiva di sclerosi multipla.
L’intervento chirurgico, che apre un capitolo nella storia della medicina, dando nuove speranze a un milione di ammalati di sclerosi multipla, è frutto del coordinamento e finanziamento del «Progetto Mielina».
È un’associazione, questa, creata da Augusto Oddone, papà di Lorenzo, quel ragazzo che dal 1987, a dispetto delle previsioni dei medici, lotta contro una forma di adrenoleucodistrofia ereditaria e la cui vicenda è stata resa celebre dal film di Hollywood «L’olio di Lorenzo».(…)
Il «Progetto Mielina» lavora assieme a una ventina di istituti e centri in giro per il mondo (il telefono di quello italiano è 068086000). E ha avuto un ruolo centrale nel trapianto di Yale: un’operazione complessa, affidata a un team composto da Timothy Vollmer, Jeffrey Kocsis e Tennis Spencer.
La paziente era affetta da sclerosi multipla, con una perdita progressiva e irrimediabile della mielina.
Il team universitario ha prelevato alcune cellule di Schwann da un nervo del polpaccio e le ha trapiantate, aprendo il cranio e servendosi di strumenti molti sofisticati, su una parte del cervello.
In tutto sono state trapiantate un milione di cellule. La paziente è già uscita dall’ospedale, ma solo tra sei mesi, quando sarà eseguita una biopsia, sarà possibile capire se le nuove cellule abbiano attecchito, integrandosi nei tessuti cerebrali, e se siano state in grado di ricostruire la mielina. Nei prossimi mesi saranno eseguiti a Yale trapianti analoghi su altri quattro pazienti, aumentando a 5 milioni il numero delle cellule costruttrici di mielina. La speranza è che questa strada si riveli promettente anche per lo stesso Lorenzo.