Sanihelp.it – D'estate, soprattutto per chi non va in vacanza, un tuffo in piscina è un piacere irrinunciabile per combattere il caldo. Ma occorre fare attenzione: secondo un rapporto dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanita’), la piscina presenta molti rischi di danni fisici.
Nella maggior parte dei Paesi industrializzati, infatti, per i bambini di età inferiore a 15 anni gli annegamenti sono la terza causa di morte accidentale, dopo gli incidenti stradali e gli incendi.
Sempre per quanto riguarda i bambini, l’incidenza degli annegamenti è maggiore per quelli di età inferiore a 5 anni, e i fattori di rischio risultano essere proprio l’età e il luogo dove avviene l’incidente.
Le linee guida emanate dall’Oms hanno individuato come possibili fattori di rischio per l’annegamento le seguenti situazioni: acque profonde, eccessiva espirazione nelle bocchette di ripresa che possono causare intrappolamento del soggetto, cadute inaspettate nell’acqua, non saper nuotare, nuoto in apnea e tuffi, consumo di alcol, temperatura dell’acqua superiore a 40 °C che induce sonnolenza, facile accesso alle piscine (anche quando non permesso) e coperture inadeguate delle vasche.
Diversi sono i fattori di rischio che causano lesioni spinali: i tuffi effettuati in una piscina con acqua bassa o in una piscina la cui profondità non è conosciuta, la scelta di tecniche di tuffo inappropriate, il saltare nell’acqua da alberi, balconi o altre strutture e, infine, una scarsa visibilità dell’ambiente sott’acqua.
I traumatismi, pur avendo raramente conseguenze letali, possono essere motivo di disabilità: i traumi cranici e cerebrali, le abrasioni del volto causa di sfiguramento, le dislocazioni retiniche dovute all’impatto non corretto con l’acqua o all’urto con oggetti duri, le fratture degli arti, del piede e delle dita.
Le piscine, essendo ambienti circoscritti e ad alta frequentazione, rappresentano siti dove anche il rischio infettivo assume proporzioni rilevanti. La probabilità di contrarre infezioni e malattie a seguito della frequentazione di piscina è, in prima istanza, associata a eventi di contaminazione fecale dell’acqua sia all’utilizzo di acqua contaminata o non adeguatamente trattata come fonte di approvvigionamento idrico.