Sanihelp.it – Il confine tra scienza e fantascienza si fa sempre più labile. L’ultima frontiera ad essere sorpassata riguarda il trapianto facciale.
Dopo anni di dibattito scientifico, nello scorso autunno la Cleveland Clinic, un ospedale americano, ha approvato la fattibilità dell’innovativa tecnica. Ora la dottoressa Maria Siemionow e la sua équipe sono pronti a ricevere il primo paziente. I rischi sono alti: ci possono essere problemi di rigetto e non si sa ancora come può reagire chi cambia radicalmente i propri tratti somatici.
Non si tratta di un abbellimento estetico, l’obiettivo è quello di dare nuova vita a un volto sfigurato. L’operazione richiede almeno quindici ore di lavoro. La faccia da impiantare viene rimossa da un cadavere con l’epidermide, i nervi e il grasso, per poi essere ricucita sui muscoli della persona che la riceve. Dopo l’intervento, i pazienti devono assumere medicine, probabilmente per molti anni, per indebolire il sistema immunitario ed evitare il rigetto. Un trattamento farmacologico che può costare anche mille dollari al mese. E che, alla lunga, con l’abbassamento delle difese immunitarie, può favorire il cancro o infezioni mortali.