Sanihelp.it – Arrestare il preoccupante boom del consumo di cocaina con un vaccino ad hoc. L'ipotesi sembra prendere sempre più piede: dopo la prima sperimentazione avviata nel nostro Paese a metà dello scorso anno, e giunta ormai alla fine della seconda fase, anche la Spagna segue l'esempio italiano.
Il rivoluzionario trattamento contro la dipendenza, suddiviso in quattro dosi, verrà somministrato in via sperimentale a 150 tossicomani in tre ospedali spagnoli di Madrid, Barcellona e Valencia, tra la fine dell'anno e l'inizio del 2008.
Le autorità iberiche sperano così di poter porre un freno al dilagare di un fenomeno che vede la Spagna al primo posto, insieme all'Inghilterra, per il consumo di polvere bianca.
I risultati ottenuti dalle prime fasi della sperimentazione italiana lasciano ben sperare: secondo i dati disponibili, l'effetto del vaccino influirebbe del 50% sulla riduzione del consumo di cocaina, contro il 35% dell'effetto placebo. Il vaccino agisce stimolando la produzione da parte dell'organismo di anticorpi specifici, finalizzati a bloccare l'effetto gratificante della sostanza, che resterebbero in circolo nel soggetto vaccinato almeno 6 mesi.
Tuttavia, gli esperti lanciano un avvertimento: il vaccino non può sostituire le terapie già in uso, e il trattamento farmacologico non può prescindere dal supporto psicologico.
Soprattutto considerando la nuova, preoccupante tendenza denunciata dall'ONU nel suo ultimo rapporto sulle droghe e la criminalità: sta prendendo piede in tutto il mondo una versione light della cocaina, basata su dosi ridotte e prezzi contenuti, studiata dai narcotrafficanti per raggiungere le fasce di età più giovani, dai 10 ai 14 anni.