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Malattie gravi e cure palliative. Italia carente

Sanihelp.it – In Italia, nei casi migliori, solo il 25% dei malati terminali riceve assistenza domiciliare e cure palliative adeguate. Questo accade in Lombardia e nel Lazio dove appunto va meglio.


Da Roma in giù il dato peggiora, non ci sono strutture organizzate, gli hospice sono pochi e sparsi a macchia di leopardo e si fa poca assistenza domiciliare.

Questo è il succo della dichiarazione di Giuseppe Casale, coordinatore scientifico dell’Associazione ANTEA, in occasione del Convegno Cure palliative: dignità oltre l’assistenza nell’ambito della Settimana contro la Solitudine della Malattia voluta dal Comune di Roma.

Il problema, secondo Casale, oltre alla carente assistenza al paziente sta nel forte vuoto che c’è nel garantire dignità al malato. C’è poca formazione degli operatori che non sono capacit di dare un supporto che vada oltre la terapie. C’è difficoltà nell’instaurare un rapporto umano col malato.

Tradotto in numeri tutto questo significa che il 90% delle volte il malato non comprende la spiegazione ricevuta dal medico in merito alle sue condizioni di salute, diagnosi gravi come quelle di tumore gli sono comunicate in modo totalmente inadatto alla delicatezza della situazione, diventa una malattia, un organo, prima di essere una persona.

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