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Alimentazione: imitazioni del parmigiano cercano spazio

Sanihelp.it – Passi la pizza alta tre centrimetri, chiudiamo un occhio sul caffè annacquato e facciamo finta che quella crema fredda chiamata Italian Ice cream sia gelato, in fondo non sono altro che imitazioni alle quali tocca farci l’abitudine quando andiamo all’estero, ma abituarci a chiedere del parmesan può essere davvero troppo.


Parmesan non è una declinazione dialettale di parmigiano. È il nome commerciale di un prodotto di imitazione del Parmigiano Reggiano per il quale gli USA e altri paesi hanno chiesto il via libera per la commercializzazione.

È la Coldiretti che lancia l’allarme a difesa del prodotto tipico nazionale più conosciuto che risulterebbe gravemente danneggiato dalla patente di legalità che sta per essere concessa al suo “clone” di bassa qualità più diffuso dalla Commissione del Codex Alimentarius, l’organismo tecnico della OMS e della FAO.

«Il 4 luglio», spiega la Coldiretti, «inizia a Roma l’incontro del Codex Alimentarius che ha il compito di definire le norme per il commercio internazionale dei prodotti alimentari e i delegati di 171 Paesi sono chiamati ad esprimersi sulla proposta di fissare una norma per il “parmesan” per formaggi che nulla hanno a che vedere con il Parmigiano-Reggiano».

«Una richiesta di “via libera alle imitazioni», precisa la Coldiretti, «sollecitata dagli Stati Uniti».

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