Sanihelp.it – Altro che affinità spirituale: il piacere femminile è soprattutto una questione di centimetri.
A dichiararlo sono state le donne intervistate per una recente ricerca croata.
Le misure del partner quindi sono importanti, ma non bastano: il piacere femminile è soggetto ad altre tre caratteristiche, delineate Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica S. Raffaele Resnati di Milano.
Le variabili dell’equazione del piacere sono le proprie dimensioni, la compatibilità con quelle di lui e soprattutto l’aver partorito.
«Si tratta di dati parziali», ha spiegato la Graziottin. «Anche le donne, infatti, hanno una variabilità di dimensioni: la lunghezza vaginale a riposo oscilla da 7 a 13 centimetri. La compatibilità dimensionale della coppia può fare quindi un’enorme differenza, sia in termini di piacere che di dolore dopo il rapporto».
L’esperienza del parto, invece, influenza notevolmente la sensibilità vaginale perché modifica il tono muscolare, specialmente se il bimbo è grosso e l’espulsione è lunga. In questo caso esiste una ginnastica di riabilitazione specifica per ritrovare tono muscolare e piacere.
Infine, la sensibilità intima delle donne varia anche in base all’esperienza: «Una donna più esperta guarda di più ai centimetri di lui», ha concluso la sessuologa, «anche perché spesso ha un’ottima lubrificazione e un buon controllo dei muscoli pelvici, che usa per aumentare il piacere».
Ultima avvertenza per gli uomini: le donne non guardano solo ai centimetri, ma anche all’aspetto complessivo dell’organo maschile. Un fenomeno vero anche al contrario, come dimostra la crescita degli interventi di cosmesi anti-age vulvare.