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Tumori rari: migliorano le cure con la rete di assistenza

Sanihelp.it – Le forme tumorali sono diverse. Alcune sono, ahinoi, molto diffuse e conosciute, molte altre invece si presentano con meno frequenza e per questo vengono definite rare. Lo studio e lo sviluppo di terapie per questi tumori è quindi ostacolato dal difficile confronto di casi simili.


Per facilitare la cura anche di queste tipologie di tumore è stata costituita la Rete nazionale tumori rari che unisce più di 100 strutture oncologiche italiane. La Rete è finalizzata al miglioramento dell’assistenza ai pazienti con tumori rari, attraverso la condivisione a distanza di casi clinici, l’assimilazione della diagnosi e del trattamento secondo criteri comuni, il razionale accesso dei pazienti alle risorse di diagnosi e cura. Attraverso di essa attualmente sono gestiti alcune centinaia di pazienti provenienti da tutte le regioni italiane.

Dell’iniziativa se ne è discusso in questi giorni a Milano presso L’istituto nazionale dei tumori. «La Rete nasce da un bisogno reale di confronto tra esperti nazionali, a favore del paziente», sottolinea il dottor Paolo Casali dell’Istituto nazionale dei tumori, «in quanto i tumori rari sono rari solo se li si considera singolarmente, ma non nel loro insieme. L’incidenza cumulativa di tutti i tumori rari solidi dell’adulto, cioè i tumori considerati in questo Convegno, può equivalere perlomeno a quella di un tumore frequente. In pratica, circa il 13% dei tumori è di fatto costituito da tumori rari solidi dell’adulto: dunque costituiscono un problema anche numericamente rilevante».

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