Sanihelp.it – Spermatozoi ingranditi 6.600 volte grazie a videocamere ad alta tecnologia, computer sofisticatissimi e microscopi di ultima generazione. Vengono studiati, uno ad uno, dal punto di vista morfologico per individuare ogni minima alterazione, scartare così gli spermatozoi imperfetti e scegliere quelli sani e più forti e poi spingerli affinché fecondino l’ovulo.
Si chiama Iniezione Intracitoplasmica degli Spermatozoi Morfologicamente Selezionati (IMSI) ed è la nuova tecnica rivoluzionaria contro l’infertilità maschile studiata per pazienti con gravi problemi di oligo-asteno-terato-zoospermia (anomalie di numero, motilità e morfologia degli spermatozoi).
La IMSI è stata presentata nell’ambito dell’ International Symposium How to select spermatozoa organizzato dalla World Association of Reproductive Medicine (WARM) in collaborazione con R.A.P.R.U.I. – Ristemo Medica s.r.l. che si è svolto a Roma.
La nuova tecnica è stata messa a punto da un team di ricercatori italo-israeliani. Nel corso del Simposio sono stati presentati i risultati di uno studio che ha messo a confronto l’IMSI con la procedura convenzionale fino ad oggi utilizzata nei casi di infertilità maschile (ICSI, Iniezione Intracitoplasmica degli Spermatozoi).
Il confronto è stato realizzato in termini di gravidanza e di aborto studiando un campione di 446 coppie con diagnosi di grave oligo-asteno-terato-zoospermia. I pazienti con due o più tentativi falliti della ICSI hanno ottenuto risultati migliori dalla IMSI in termini di gravidanza (29.8% contro 12.9%) e in termini di tasso di aborto (17.4% contro 37.5%).
«Grazie a questa nuova tecnica sono già nati in tre anni 500 bambini – ha spiegato Severino Antinori, Presidente della World Association of Reproductive Medicine – Basta pensare che con la ICSI gli spermatozoi vengono ingranditi solo duecento volte per rendersi conto, invece, delle potenzialità della IMSI. Si ha la possibilità di scegliere gli spermatozoi migliori, morfologicamente perfetti e portarli a fecondare».