Sanihelp.it – A tutti è capitato almeno una volta nella vita, in pubblico o in privato, di lasciarsi andare a ritmo di musica e, sciogliendo il corpo lentamente, ballare. Molti avranno vissuto questo momento in maniera liberatoria e serena, in cui ci si sente leggeri e svincolati da qualsiasi legame. Da questa sensazione di benessere nasce la danzaterapia.
Il termine danzaterapia inizia a diffondersi all’inizio del Novecento, quando si fece largo l’idea che il ballo dona benessere a chi lo pratica e furono proprio due ballerine a coinvolgere reduci di guerra, con notevoli disagi psichici, in questa forma espressiva.
Uno dei metodi più diffusi è quello di Maria Fux, coreografa e danzaterapeuta argentina, che ha dedicato la vita al recupero psicofisico attraverso il movimento creativo in diverse situazioni di handicap. Oggi molti operatori, che hanno sperimentato la validità del metodo Fux lo applicano nel trattamento di persone di varie età con problemi sensoriali (non vedenti, non udenti), sindrome di Down, disagio psicologico, sia a scopo riabilitativo che terapeutico.
Quello di Maria Fux è un metodo che consente di conoscere meglio se stessi ed entrare in relazione con gli altri; è un metodo valido per ogni età: per i bambini che hanno bisogno di muoversi per esprimersi; per gli adolescenti, che spesso faticano ad armonizzarsi al loro corpo in crescita; per gli adulti e per gli anziani.
Il suo metodo prevede lezioni con i non udenti e i non vedenti, con i quali è possibile e necessario instaurare un rapporto tramite il movimento.
Fare danzaterapia in gruppo, con persone simili a noi e persone diverse apre l’orizzonte individuale e fa crescere la persona.
Grandi benefici si ottengono anche sui soggetti con problemi fisici e psichici di diversa natura.
Moltissimi, in Italia e nel mondo, danzano con Maria Fux e le sono grati.