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I rischi del restringimento della carotide

Sanihelp.it – Anche se una restrizione della carotide apparentemente sembri non dare problemi, è comunque importante rivolgersi al neurologo.
I restringimenti carotidei infatti espongono al rischio di ictus, ma non solo: anche nei pazienti completamente asintomatici le funzioni più sofisticate di quella parte di cervello (linguaggio, lettura, scrittura per la parte sinistra; ideazione, fantasia, memoria per la parte destra) corrispondenti al lato dell’arteria stenosata possono risultare già compromesse.


Questa la scoperta di un team di neurologi del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università Politecnica delle Marche che hanno anche messo a punto un semplice test che apre la strada a una nuova possibilità di screening precoce delle persone candidate all’intervento chirurgico.
Nello studio recentemente pubblicato su Neurology, i ricercatori hanno voluto verificare se un’alterazione della riserva vasomotoria fosse anche in grado, oltre a predire il rischio di ictus, di provocare alterazioni della funzionalità cerebrale.

Spiega il professor Mauro Silvestrini, precisando che i pazienti inclusi nello studio non presentavano apparenti deficit, ma 35 su 83 avevano la riduzione della riserva vasomotoria: «In oltre l’80% dei soggetti con alterazione della riserva vasomotoria abbiamo riscontrato una significativa riduzione delle prestazioni cognitive di pertinenza dell’emisfero irrorato dalla carotide stenosata. Non si può dare una risposta certa, però è presumibile che se si individuano i pazienti con alterazione della riserva vasomotoria, l’intervento andrebbe fatto al più presto sia per ridurre il rischio di un ictus sia per modificare la probabile evoluzione sfavorevole di deficit cognitivi. Credo che lo studio della riserva vasomotoria debba far sempre parte della valutazione di un paziente con stenosi carotidea asintomatica per un bilancio corretto dei rapporti rischio-beneficio di un eventuale intervento chirurgico».

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