Sanihelp.it – Paola Di Pietro, autrice di I primi mesi di vita del bambino edito da Red edizioni, spiega cosa fare quando il bambino è ammalato e quando è consigliabile rivolgersi al pediatra.
La prima cosa da fare è mantenere la calma, il bambino è molto sensibile allo stato d'animo di chi lo circonda e in un momento in cui i disturbi sono per lui fonte di paura, ha più che mai bisogno di essere rassicurato. Proprio per l'età del bambino, il ricorso al pediatra è quanto mai necessario: solo il medico può individuare la patologia, stabilire la cura e rassicurare i genitori sul da farsi.
Ecco alcuni sintomi che dovrebbero indurre i genitori a contattare il pediatra:
– Temperatura corporea superiore ai 38°C.
– Ittero: colorito giallognolo della cute e della sclera (la parte bianca dell'occhio).
– Sanguinamento o infiammazione del moncone ombelicale: forte arrossamento oppure presenza di liquido o pus.
– Pianto continuo e inconsolabile: si prolunga per ore, il bambino fatica a calmarsi anche se tenuto in braccio.
– Pianto acuto con gonfiore, arrossamento e dolore allo scroto.
– Respirazione difficoltosa, spesso con tosse abbaiante, rientramenti del torace e della gola ed emissione di fischi e gemiti durante la respirazione.
– Suzione difficoltosa, affaticamento, colorito bluastro delle labbra, sudorazione abbondante durante la poppata.
– Stato di torpore: il bambino non sorride, è apatico e abbattuto, piange flebilmente in maniera monotona oppure dorme di un sonno molto pesante, tale da far fatica a svegliarlo.
– Disidratazione in concomitanza a vomito e diarrea: non beve, non urina per più di 8 ore, piange senza lacrime, ha le labbra e la bocca secca.
– Comparsa di macchioline rosso-porpora.
– Rigurgiti persistenti o vomito frequente.
Questi segnali possono indicare problemi da curare in maniera tempestiva, ma non sono necessariamente la spia di una patologia seria. Proprio per questo la valutazione del pediatra è l'unica in grado di indicare come intervenire.