Sanihelp.it – In Italia secondo il rapporto del Censis del 2003, su un totale di 150.000 interventi di chirurgia plastica, 12.000 avevano avuto come pazienti uomini.
Tra gli interventi, al vertice della graduatoria: rinoplastica, blefaroplastica, rimodellamento dei fianchi e dell’addome.
Conferma Alessandro Gennai, chirurgo plastico bolognese: «Secondo la mia esperienza e quella dei miei colleghi, le cifre negli ultimi cinque anni hanno subito un’impennata verso l’alto, in particolare per quanto riguarda la medicina estetica. Un tempo gli uomini non si curavano molto del proprio aspetto, oggi sono più attenti e spesso ricorrono al chirurgo per eliminare i segni dell’età. Nel mio studio, quattro iniezioni di botulino e filler su dieci sono fatte su pazienti di sesso maschile. È un metodo pratico e indolore per correggere le rughe che si formano sulla fronte e attorno agli occhi».
Fino a dieci anni fa erano soprattutto gli uomini tra i 25 e i 35 anni a richiedere l’intervento del chirurgo, per rinoplastica, liposcultura e trapianto di capelli. Oggi l’età degli uomini si è ampliata, così come le richieste: persiste la rinoplastica, ma si fa strada anche il ringiovanimento del viso e la riduzione della fascia pettorale. Spiega Gennai: «Il problema del seno sviluppato nell’uomo è molto più diffuso di quanto si creda e merita comunque approfondimenti diagnostici in quanto può nascondere una patologia e non essere solo un inestetismo. L’eccessivo sviluppo della mammella maschile è causato in alcuni casi da un anomalo aumento della ghiandola mammaria (ginecomastia), altre volte da un accumulo adiposo (adipomastia) e più frequentemente dalla combinazione di entrambi i fattori (ginecomastia mista). La soluzione è diversa per ciascuno dei tre casi, ma sempre chirurgica».