Sanihelp.it – Dream, Traum, Rêve: sogno. Un’esperienza comune agli esseri umani, ai mammiferi e agli uccelli: un mondo ignoto, che percorre un binario parallelo, quasi virtuale, al di là e al di qua della vita quotidiana. Ma cosa significa sognare? A cosa serve, nell’economia dell’esistenza? Che posizione attribuire all’attività onirica e cosa farne all’interno di una cornice psicoterapeutica?
Secondo il Dizionario di Psicologia di Galimberti, il sogno è l’attività mentale che ha luogo durante il sonno e di cui è possibile mantenere dopo il risveglio immagini, emozioni, pensieri, ricordi. Secondo la tradizione mitologica, Morfeo dio del sogno, figlio del Sonno e della Notte, si avvicinava senza far rumore ai dormienti per portare loro sogni nei quali penetrava sotto forma di essere umano (morfé in greco vuol dire appunto forma); la rappresentazione di questa figura mitologica lo ricorda con una cornucopia al seguito, dalla quale fuoriuscivano i sogni.
Le leggi che regolano il sogno sono per lo più svincolate da quelle della logica classica (principio di identità, di non contraddizione etc); sono invece vicine al mondo dell’affettività e strettamente connesse con i meccanismi che organizzano l’inconscio umano. Il sogno avviene durante il sonno e non va confuso con il sogno a occhi aperti, un modo di fantasticare che avviene in fase di veglia, con l’ausilio e la guida della coscienza.