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Gli zuccheri aggiunti? sono loro i veri nemici della salute

Sanihelp.it – Domenica 17 ottobre si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Alimentazione: diverse le iniziative nate per sottolineare l’esigenza di una più attenta gestione e distribuzione della produzione agricola e alimentare, nel tentativo di combattere la povertà e la fame.


«Il problema riguarda anche l’Italia» sottolinea la Coldiretti «dove a causa degli sprechi viene perso cibo per oltre dieci milioni di tonnellate che equivale a un valore annuale di ben 37 miliardi di euro in grado di garantire l’alimentazione a ben 44 milioni di persone, un numero superiore di cinque volte agli 8,3 milioni di cittadini nazionali che vivono in povertà secondo il Rapporto 2011 su povertà ed esclusione sociale in Italia della Caritas».

Dati impressionanti che fanno riflettere: da qui la necessità di apportare un taglio agli sprechi, non solo durante le varie fasi della filiera alimentare, ma anche nelle case degli Italiani ove oggigiorno la tendenza ad acquistare molto di più di ciò che in realtà sarebbe sufficiente per alimentarsi in modo adeguato è ampiamente diffusa.

Ricominciare da una buona educazione alimentare, ecco il segreto.
E già che ci siamo, educare per invertire il circolo vizioso e pericoloso del cibo spazzatura, consumato in quantità esagerate: più ne consumi, più ne vorresti, più ne sprechi.

Gli zuccheri aggiunti danno dipendenza e sono all’origine di malattie croniche: è quello che sostiene il prof. Robert H. Lustig, dell’Università di San Francisco (California), che proprio di recente ha pubblicato una ricerca sul contributo delle influenze biochimiche, neurali, ormonali e genetiche sull’obesità, sia nei bambini che negli adulti.
Secondo il ricercatore, professore di Clinica Pediatrica e Direttore del programma Weight Assessment for Teenagers and Child Health (Watch), gli zuccheri andrebbero addirittura inseriti tra le sostanze pericolose: «Almeno andrebbe definita la tracciabilità nei prodotti della dieta industriale, perché mentre i grassi negli alimenti creano abitudine, ma non dipendenza, caffeina e zuccheri danno dipendenza, e vengono aggiunti a tutti i prodotti industriali

Purtroppo, secondo l'esperto è comunque un problema di costi: «Finché le bevande zuccherate costeranno, soprattutto nei Paesi in via di Sviluppo, meno dell'acqua, nulla cambierà nel mondo. Inoltre, gli alimenti più salutari, quelli con alto contenuto di fibre e basso contenuto di zuccheri, sono i meno sovvenzionati e i più costosi. L'industria ha fatto fortuna su questo business, e purtroppo» ha concluso Lustig «il governo federale Usa è cooptato dall'industria alimentare. Ne consegue il dilagare di obesità e malattie non trasmissibili ma più pericolose delle trasmissibili. La soluzione sta nel rieducare la popolazione a un regime alimentare salutare e riallineare il sistema alimentare».

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