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Alcol e demenza, rischi maggiori dopo i 65

Sanihelp.it – Si è sempre pensato che un consumo moderato di alcol abbia alcuni benefici per la salute, tra i quali la possibilità di ridurre il rischio del declino cognitive con l’avanzare degli anni. Quest’ultima ipotesi sembra però essere smentita da due studi presentati in questi giorni all’AAIC 2012, l’Alzheimer’s Association International Conference di Vancouver.


Per comprendere al meglio i fattori che aumentano o diminuiscono i rischi di declino cognitivo e di Alzheimer, lo studio condotto dal Veterans Health Research Institute di San Francisco e dall’Università della California ha esaminato i modelli di consumo di alcol nel corso del tempo, soprattutto in persone in età molto avanzata.

I risultati mostrano come un uso eccessivo di alcolici in giovane età, un uso moderato in tarda età e anche occasionali situazioni di eccesso (binge drinking) siano collegati con il rischio di sviluppare danni cognitivi.
Gli studiosi affermano che è possibile che il cervello delle persone più anziane sia maggiormente vulnerabile agli effetti dell’alcol, ma è anche possibile che i fattori di rischio siano associati al cambiamento nelle dosi di alcol assunte. I medici dovrebbero dunque valutare attentamente i loro pazienti sia in base alle quantità di alcol assunte che in base alle eventuali variazioni nei modelli di consumo.

Sui risultati concorda anche Iain Lang, responsabile dello studio condotto presso il Peninsula College of Medicine and Dentistry, dell’università di Exeter, che aggiunge: «Questa ricerca ha una serie di implicazioni, in primo luogo le persone anziane – e i loro medici – devono essere consapevoli che il bere eccessivo può aumentare il rischio di declino cognitivo e devono essere incoraggiati a cambiare i loro comportamenti di conseguenza. In secondo luogo, politici e specialisti della sanità pubblica devono sapere che il binge drinking non è solo un problema tra gli adolescenti e i giovani adulti, è necessario iniziare a pensare alle persone anziane quando si progettano interventi per ridurre questo fenomeno».

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