Sanihelp.it – Uno studio che verrà pubblicato a luglio sulla rivista Pediatrics suggerisce come la lotta contro il cancro alla pelle inizi fin dalla primissima infanzia: prima dei 6 mesi di vita i neonati non andrebbero esposti direttamente alla luce solare, e dopo i 6 mesi andrebbero sempre protetti con creme solari di alta protezione e dotati, quando c’è il sole, di ampi capelli che coprono la loro testolina e di occhiali da sole.
La pelle dei bambini, infatti è estremamente delicata e in continua evoluzione e maturazione.
Per questo motivo la crema solare dovrebbe essere riapplicata più volte durante l’arco della giornata per evitare scottature e bisognerebbe sempre orientarsi verso formulazioni resistenti all’acqua, a base di zinco o titanio che permettono una protezione ottimale pur essendo, di solito scarsamente irritanti per gli occhi.
Le creme solari, comunque, prima di essere spalmate andrebbero testate sull’avambraccio del neonato onde evitare spiacevoli reazioni avverse.
Se malaguratamente la protezione solare dovesse finire negli occhi del bambino non bisogna allarmarsi, ma lavare con abbondante acqua fredda viso e occhi.