Sanihelp.it – I pazienti colpiti da ictus cerebrale dopo un’infezione da virus varicella zoster, devono essere adeguatamente trattati con un farmaco antivirale per eradicare l’infezione. I medici sono già a conoscenza del possibile insorgere di ictus causato da questo virus, ma un nuovo studio descrive due casi atipici , nei quali i segni tipici dell’ictus sono comparsi mesi dopo la manifestazione cutanea dell’Herpes Zoster.
Il virus herpes zoster è responsabile della varicella nei bambini e da quel momento rimane latente all’interno delle cellule nervose. In seguito a situazioni stressanti o malattie croniche o debilitanti, il virus si riattiva causando il tipico, e doloroso, rash cutaneo detto Herpes Zooster o Fuoco di Sant’Antonio, che generalmente colpisce soggetti oltre i 60 anni di età.
In alcuni adulti il virus si accumula nelle arterie dell’encefalo, causando una riduzione del flusso cerebrale e aumentando il rischio di ictus.
Il Dr. Donald H. Gilden. e colleghi, nel settimo numero del New England Journal of Medicine, hanno riportato i casi di due pazienti con problemi vascolari insorti dopo Herpes Zooster; in entrambi i casi i pazienti presentavano segni precoci dell’ictus, come la perdita di sensibilità agli arti e il calo del visus, circa sei mesi dopo la diagnosi di herpes zoster. La comparsa dei sintomi è avvenuta ad un intervallo più lungo di quanto viene rilevato normalmente. L’esame del liquor spinale dei pazienti ha dato risultato negativo per la ricerca di DNA del varicella virus, mentre sono stati rilevati alti tassi di anticorpi diretti contro il virus, che indicano la presenza del virus e la necessità di un trattamento antivirale.
Uno dei pazienti ha manifestato anche il rash tipico dell’herpes zoster intorno alle natiche e segni di ictus, indicando la presenza del virus contemporaneamente anche nei vasi arteriosi dell’encefalo. I ricercatori hanno sospettato una riattivazione del virus separatamente in due punti diversi dell’organismo che ha causato sintomi in due zone ben distinte e separate.
Entrambi i pazienti hanno ricevuto trattamenti antivirali con una remissione dei sintomi in breve tempo.
Leggendo questi risultati, è importante considerare come diagnosi differenziale gli ictus indotti dal virus che possono manifestarsi anche a distanza di mesi dalla comparsa dell’infezione e che la presenza di DNA nel liquor spinale del paziente non è una prova necessaria per determinare la presenza del virus.
Da: The New England Journal of Medicine 2002