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Staminali cattive e potenti nel cuore del tumore

Sanihelp.it – Il cancro ha un nocciolo duro fatto di cellule staminali cattive, che lo fanno crescere riattecchire anche dopo interventi chirurgici e lunghi trattamenti a base di chemioterapia.


Questo perché le staminali cattive, pur essendo non più dell’1-2%, sono mille volte più potenti delle altre che compongono la massa tumorale.

A scoprire il nocciolo duro del cancro è stato un giovane ricercatore milanese, Dario Ponti, che lavora all’Istituto dei tumori e fa parte dell’équipe diretta dal professor Marco Pierotti. Il suo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cancer research e rappresenta un passo in avanti nella cura dei tumori.

I ricercatori sono giunti alla scoperta partendo dallo studio di 14 frammenti di tessuto prelevati da donne operate di tumore, e lì sono state isolate le cellule più resistenti del cancro, quelle che non si lasciano scalfire da nessun tipo di terapia.

Il passo successivo è stato quello di replicare in laboratorio le potenti cellule tumorali per mettere a punto armi per disinnescarle. Una sfida tutt’altro che semplice, visto che quelle cellule resistono benissimo sia alle radiazioni che i farmaci finora utilizzati dagli oncologi.

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