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Si sperimenta il caschetto che legge i pensieri

Sanihelp.it – È in corso di sperimentazione all’IRCCS Medea di Bosisio Parini (LC) l’utilizzo di un caschetto capace di rilevare le onde cerebrali, convertirle in impulsi elettrici ed utilizzarle per azionare il computer.


Il progetto, sviluppato dal Politecnico di Milano, consiste in una architettura Hardware miniaturizzata e montata su un casco: il dispositivo è in grado di rilevare e registrare le onde cerebrali attraverso un gruppo di elettrodi indossati esternamente e di trasferire l’informazione raccolta a uno speciale software adattato a codificare i segnali elettroencefalografici in movimenti del cursore di comando sullo schermo del PC.

Un opportuno addestramento dei pazienti consentirà al sistema di adattarsi ottimamente alle caratteristiche biofisiologiche singole di ogni soggetto e di abituarlo a controllare (feedback) la sua attività mentale (per es. a pensare a particolari movimenti) fino ad ottenere una interfaccia diretta cervello computer. Ad esempio, associando questi segnali EEG a set di codici prestabiliti, è possibile scegliere delle lettere per comporre delle parole, muovere un cursore, attivare i principali comandi per navigare in internet.

Nel sistema in sperimentazione due sono i paradigmi implementati: i potenziali evocati visivi steady state, che realizzano una cosiddetta PC-driven BCI (realizzata con stimoli esterni forniti al soggetto) e la motor imagery, che implementa invece una User-driven BCI (che utilizza direttamente segnali endogeni del cervello senza stimoli esterni).

I vantaggi nell’ambito della riabilitazione sono evidenti: rendere possibile la comunicazione e aumentare l’autonomia in pazienti con gravi disabilità. Questa tecnologia potrà migliorare la qualità della vita in termini di un maggior uso di strumenti per apprendere, comunicare e interagire con l’ambiente esterno.

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