Sanihelp.it – Secondo fonti Istat, la sindrome coronarica acuta provoca ogni anno in circa 47.000 morti.
Per ridurre il più possibile queste cifre, l’intervento degli operatori sanitari è mirato a ristabilire nel più breve tempo possibile il flusso dell’arteria interessata dall’occlusione.
Esemplare in questo senso è l’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza, che da un anno utilizza sulle proprie unità mobili del 118 la terapia trombolitica nell’infarto miocardico acuto STEMI.
Si tratta di una tecnica interventistica basata su due opzioni terapeutiche: la trombolisi, ossia la dissoluzione farmacologica del trombo che occlude la coronaria, e l’angioplastica primaria, ossia la rimozione meccanica dello stesso.
«L’avvento della terapia trombolitica ha trasformato radicalmente la gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto» ha dichiarato ieri il professor Patrick Goldstein, Direttore del Service d’Aide Medical d’Urgence della Clinica Universitaria di Lille, nel corso della presentazione dei dati dell’Ospedale San Gerardo. «La trombolisi», ha aggiunto, « si è dimostrata capace di ridurre la mortalità sia precoce, sia a lungo termine di circa il 20%. Ma questo dipende dalla tempestività con cui si procede alla riperfusione».
Dal novembre 2005, su 129 pazienti colpiti da sindrome coronarica acuta con slivellamento del tratto ST, assistiti dal Soccorso Sanitario Unità d’Emergenza del 118 Brianza, 30 sono stati sottoposti a trattamento con fibrinolitico pre-ospedaliero, e tutti con successo.